A Mirandola torna Bergonzoni con “Nessi” connessioni “oltre l’io finito”
Questa sera, 8 aprile, il maestro della parola funambolica e del teatro paradossale, Alessandro Bergonzoni, sarà sul palco dell’Auditorium Rita Levi Montalcini per presentare il suo ultimo spettacolo...
MIRANDOLA. Questa sera 8 aprile il maestro della parola funambolica e del teatro paradossale, Alessandro Bergonzoni, sarà sul palco dell’Auditorium Rita Levi Montalcini per presentare il suo ultimo spettacolo “Nessi”. I nessi dell’autore sono fili tirati, trame, reti e tessuti necessari per collegarsi con il resto del mondo, ma non solo. Infatti per il comico-poeta siamo tutti con-nessi e lo spettacolo è anche un modo per rimarcare questa connessione, che portiamo avanti nella nostra vita di tutti i giorni. Così la scena diventa il luogo dove vita, morte, lavoro e fede diventano estranei alla sfera del privato per la necessità di vivere collegati con altri orizzonti, verso un “noi” universale.
Un monologo scritto ed interpretato insieme a Riccardo Rodolfi dove spicca la forte componente autobiografica dell’autore bolognese nascosta fra le righe del testo. Ovviamente non mancano anche le risate che Bergonzoni riesce sempre a suscitare nello spettatore. Una sceneggiatura concepita dallo stesso Bergonzoni dove non mancano brillanti giochi di parole e lo stile visionario tipico dell’autore. Note autobiografiche, risate ma anche un sottile filo rosso che collega molti destini nel mondo come ricorda l’autore: «Se ti inchini per allacciarti le scarpe a Roma - spiega Bergonzoni - fai nesso con l'uomo che in Siria si inchina per non farsi colpire da un cecchino».
Così anche la scenografia viene contaminata da un’assoluta nudità se non per la presenza di tre incubatrici in scena che lasciano però la totale presenza scenica all’autore, che riempie i vuoti con le parole e la sua grandissima gestualità ed interpretazione. Nessi che portano alla luce il nucleo pulsante del suo monologo ovvero l’esigenza di vivere a contatto con gli altri in relazione con altre vite, altre esperienze, umane ma non solo che possano portare la costruzione “oltre l’io finito”.
Connessioni quindi che sono necessarie per Bergonzoni, da anni conosciuto in tutta Italia ma anche all’estero per la sua vena comica e la sua grande capacità interpretativa e visionaria, non è solo un attore e autore ma anche scrittore, artista e poeta, sulla scena dagli anni ottanta con 14 spettacoli teatrali creati ed interpretati. Anni che lo hanno visto anche al cinema, ultimamente con il tour del film “Urge”, arrivato dopo il grandissimo successo dello spettacolo teatrale che ha visto oltre 270 repliche, recentemente presentato a Modena presso la Sala Truffaut dove Bergonzoni riprende il suo monologo che espone le vacuità e le metastasi della società contemporanea. Un film che va oltre lo spettacolo teatrale dove secondo l’autore ciò che urge è fantasia, grandezza e non manie di grandezza.
Serena Fregni
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