Gazzetta di Modena

ACCADEMIA

La vita del gen. Fanti eroe per i Savoia nel Risorgimento

Aula magna gremita in Accademia Militare ieri per un’interessante conferenza del prof. Giorgio Montecchi, presidente del comitato provinciale dell'Istituto per la Storia del Risorgimento sulla figura...

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Aula magna gremita in Accademia Militare ieri per un’interessante conferenza del prof. Giorgio Montecchi, presidente del comitato provinciale dell'Istituto per la Storia del Risorgimento sulla figura di Manfredo Fanti (1806-1865), nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla scomparsa, che a Modena ha visto diverse iniziative tra cui la pubblicazione della biografia di Roberto Vaccari

In un contesto come quello dell'Accademia Fanti non è solo un protagonista del Risorgimento ma anche fondatore, l'11 ottobre 1859, della Scuola Militare di Fanteria a Modena.

Lo stesso comandante dell'Accademia, il generale Salvatore Camporeale, nell'affascinante intervento di apertura ha sottolineato come tutti gli allievi dell'Accademia devono sapere chi è Manfredo Fanti, perché devono conoscere le fondamenta dell'Istituzione di cui fanno parte. Il Generale Camporeale, però, ha sottolineato l'importanza di dare spazio a tutte le visioni di un avvenimento storico.

Fanti in una lettera a Mazzini del 1848 dichiarò di combattere anche per un’Italia a guida Savoia dal momento che c’era il fatto nuovo della Costituzione: «Lavorerò con tutta fede per l'indipendenza, la libertà, l'unità, però non voglio essere esclusivo per una forma od altra di governo. Che sia l'Italia una sola nazione indipendente e che non sia retta dispoticamente, questi sono gli unici voti che faccio».

Se, infatti, Fanti considerava legittimo far parte di una milizia volontaria per ottenere la costituzione contro un governo autoritario, solo un esercito regolare avrebbe dovuto difendere la costituzione e quindi le milizie volontarie garibaldine, una volta completato il loro compito avrebbero dovuto lasciare il posto alle truppe regie. Per questo, ad esempio, preferì inquadrare le truppe regolari borboniche piuttosto che i volontari di Garibaldi. Un cadetto ha chiesto al relatore un giudizio sul ruolo di Fanti nella repressione del brigantaggio. Montecchi ha ammesso di glissare sull'argomento perché il brigantaggio è un tema spinoso da non affrontare in poche parole. «Il brigantaggio è legato all'occupazione militare - ha sintetizzato - spesso violenta, di un territorio c’erano molti resistenti». (g.s.)

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