Gazzetta di Modena

“Santa Estasi”, giovani artisti rileggono il teatro classico

di Serena Fregni
“Santa Estasi”, giovani artisti rileggono il teatro classico

Coinvolti sedici attori e sette drammaturghi sotto la direzione di Antonio Latella Un progetto sulla stirpe degli Atridi che si svilupperà in 8 spettacoli fino a giugno

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MODENA. Dopo cinque mesi di lavoro il progetto “Santa Estasi” sarà presentato al pubblico. Si tratta di 16 attori e sette drammaturghi che, sotto l’attenta direzione del regista teatrale Antonio Latella, hanno lavorato in questi ultimi mesi sul progetto della stirpe degli Atridi. I giovani sono stati selezionati personalmente da Latella tra oltre 500 candidature e il regista è soddisfatto della scelta, anzi è certo che questi ragazzi li rivedremo presto, alcuni sul palcoscenico come attori, registi o drammaturghi e altri, perché no, anche al cinema e televisione: «Sono pienamente convinto che faranno strada e lavoreranno tutti in futuro, li ho voluti fortemente e sono contento di come stanno lavorando». Gli spettacoli in questione sono otto, un ciclo di ritratti di famiglia e si terranno tutti al Teatro delle Passioni. Si parte ufficialmente martedì 19 aprile con “Ifigenia in Aulide”, martedì 26 con “Elena”, mercoledì 4 maggio con “Agamennone”, 10 maggio “Elettra”, martedì 17 maggio “Oreste”, 24 maggio “Eumenidi”, 31 maggio con “Ifigenia in Tauride” e si chiude martedì 7 giugno con “Crisotemi”. Al termine di ogni proiezione si terranno incontri con i drammaturghi e aperitivo al Caffè delle Passioni. «Considero questa opportunità che mi è stata data da Ert come una festa - aggiunge Latella - e la Santa Estati diventa una condizione particolare in cui smetti di pensare e ti lasci andare e credo che in questi otto spettacoli l’estasi si può toccare in due o tre minuti ma la meta da raggiungere è quella di non aver paura di andare oltre le certezze». Il progetto è stato realizzato da Emilia Romagna Teatro e il direttore Pietro Valenti ne è molto soddisfatto e ribadisce l’importanza di lavorare sul processo di costruzione dello spettacolo che spesso si tende a sottovalutare: «Credo che in questo progetto si sia lavorato molto sulla costruzione e questo è fondamentale, certo lo è anche il confronto con il pubblico ma questa è una fase molto importante». Latella ci tiene a fare anche dei ringraziamenti speciali, uno ad un grande regista e attore teatrale, Massimo Castri, scomparso qualche anno fa e al padre, Michele Latella: «Vorrei dedicare questo progetto e ringraziare in primis Massimo per tutto quello che mi ha insegnato sulla lettura dei testi classici e mio padre Michele perché mi ha insegnato cosa vuol dire la parola lavoro e credo che sia una dei punti di forza nella vita, oltre al diploma e alla laurea, si impara molto di più lavorando, proprio come stanno facendo questi giovani artisti». Oltre a questo si è evidenziato anche di come il lavoro di questi ragazzi sia stato caratterizzato da stimoli continui e di come l’aspetto culturale del teatro non debba scemare ma anzi essere sempre valorizzato. A parlare di questo è stato Stefano Gobbi, della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, tra i finanziatori del progetto, che ha rimarcato l’importanza e soprattutto la necessità di promuovere varie forme artistiche in città: «Sono qui oggi soprattutto come persona che frequenta il teatro e penso che dovremmo vivere tutti la nostra quotidianità passando attraverso svariati interessi che vanno oltre il lavoro e facendo investimenti sul teatro e sulla cultura ed incentivando questo sviluppo e la crescita della formazione giovanile». Valenti conclude anticipando la presentazione di “Santa Estasi” alla prossima edizione di VIE festival, che si terrà a Modena il prossimo ottobre: «Sarà l’occasione per far visionare questo grande progetto al vasto pubblico del festival, sempre molto attento a queste proposte e poi penseremo al futuro».

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