Gazzetta di Modena

Laudadio: un dittico di Eduardo e presentazione del suo romanzo a Vignola

di Andrea Marcheselli
Laudadio: un dittico di Eduardo e presentazione del suo romanzo a Vignola

Un importante doppio appuntamento propone oggi 10 aprile il Teatro Fabbri. Alle 21, lo spettacolo che Francesco Saponaro ha allestito associando due atti unici di Eduardo De Filippo, “Dolore sotto...

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VIGNOLA. Un importante doppio appuntamento propone oggi 10 aprile il Teatro Fabbri. Alle 21, lo spettacolo che Francesco Saponaro ha allestito associando due atti unici di Eduardo De Filippo, “Dolore sotto chiave” e “Pericolosamente”; alle 18.30 Tony Laudadio, interprete dello spettacolo, presenta invece il suo ultimo romanzo, “L'uomo che non riusciva a morire”, NN Editore, un libro scritto «per chi tiene sul comodino “Una breve storia del tempo” di Stephen Hawking e le poesie di Caproni, per chi vorrebbe lasciare tutto e partire per il Nepal e per chi vorrebbe l'olfatto di un elefante per sentire tutti i profumi del mondo».

Lo spettacolo di Saponaro, viceversa, è un dittico realizzato su due testi non particolarmente conosciuti di un Eduardo che si misura col tema della morte (reale, presunta o anche solo invocata) sfumandolo nelle situazioni grottesche di cui si carica un umorismo nero di fortissima matrice partenopea. Aperto da un adattamento in versi napoletani di una novella pirandelliana, “I pensionati della memoria”, lo spettacolo vede in scena, oltre a Laudadio, Luciano Saltarelli e Giampiero Schiano, nei ruoli che furono di Eduardo, Titina De Filippo e i fratelli Rocco e Lucia Capasso, nell'originale versione come radiodramma di fine anni cinquanta.

Un sottile gioco di ricatti e sottintesi incombe su una situazione luttuosa e finisce, a dispetto dell'ostentazione di buoni sentimenti cristiani, per fare emergere una delle più forti predisposizioni del genere umano, l'ansia di dominio sugli altri, nel primo dei due sketch. Il secondo, di una ventina d'anni prima, decisamente più umoristico, gira attorno al tema del litigio coniugale che si trasforma in comica farsa quando il marito impugna una rivoltella caricata a salve per ripristinare quello che ritiene dovrebbe essere l'ordine, coinvolgendo nella bagarre un amico ignaro. In entrambi lo spirito di Eduardo emerge in tutta la sua potenza e capacità di indagine sull'interiorità degli esseri umani, che non perde mai quel filo di ironia che stempera non tanto la profondità della tragedia quanto piuttosto la sua fruibilità.

Francesco Saponaro, cresciuto come regista accanto a figure come Toni Servillo, Marco Baliani e Renato Carpentieri, ha maturato una profonda esperienza sull'opera eduardiana che lo rende, oggi, fra i suoi più interessanti interpereti. Le scene e i costumi dell'allestimento, una produzione di Teatri Uniti e Teatro Festival Italia con la collaborazione dell'Università della Calabria, sono di Lino Fiorito, con le luci di Cesare Accetta e il suono curato da Daghi Rondanini.

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