Se l'arte esalta la tradizione
All’Associazione “Il Borgo” venti dipinti di Andrea Magni
VIGNOLA. Una pitttura che trova connessioni con la realtà in cui l'artista vive. L'opera di Andrea Magni, esposta fino al 25 aprile presso l'Associazione Culturale “Il Borgo”, aderisce a luoghi affettuosamente contemplati, ad un naturalismo che invita al magnifico spettacolo che la vegetazione è capace di offrire non solo nella stagione estiva o primaverile. All'artista vignolese piace farsi partecipe del fascino di una nevicata in montagna, del paesaggio dell'Alpe di Siusi, del Castello di Brunico, sede del Museo della montagna, grazie al ricco materiale donato dall'alpinista e scrittore Reinhold Messner. È l'esperienza del viaggiatore, capace di meravigliarsi di fronte alla bellezza dei luoghi, a nutrire le sue tele, dove le immagini acquistano una compiuta naturalezza formale, trattenendo colori di emozioni di fronte ad un canale con barche a Venezia, al carnevale, con maschere femminili sul ponte di Rialto. Ma il rapporto si fa intensamente emotivo, quando il quadro nasce dallo sguardo del pittore sui luoghi a lui familiari (vigneti a Savignano e a S. Polo di Castelvetro, il Panaro...). Allora l'opera si sostanzia di realtà vissuta intimamente, nella scoperta della dimensione umana, dell'appasionato lavoro quotidiano, con cui Andrea si mette in perfetta consonanza sentimentale, facendoci assistere anche a quelle particolari azioni con cui personaggi indicano una sorta di appagamento, una gelosa e tenace difesa del proprio mondo: il contadino che raccoglie l'uva nel cesto, l'assaggiatore di aceto balsamico e l'immissione del prezioso liquido in particolari e antiche bottiglie di ceramica (Trani), la cernitrice di ciliegie, l'apicultore nel paesaggio fiorito, il caldarrostaio a Zocca e persino la scena della fruttuosa pesca ben raffigurata dal peschereccio a Cattolica. Ogni gesto si offre come un rito, rinnovando tradizioni molto antiche. Il clima è quasi romantico, come si avverte anche al ristorante Castello, con la presenza di due ragazze e del cameriere. Magni è autodidatta (ma ha frequentato i corsi di Marco Grimandi), ha sempre apprezzato la pittura, «avendo in casa - ricorda in una nota l'artista Domenico Simonini - opere del suo lontano parente Giuseppe Graziosi. È affascinato dal paesaggio e dalle tradizioni, in armonica simbiosi con i luoghi della sua terra. Ci riporta a realtà piene di fascino, come quando sfogliamo un vecchio album di fotografie».
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