Così la terra sa nutrire l'arte
Alla Dislocata l'esperienza di Ascari presso trenta agricoltori
VIGNOLA. Un ritorno alla terra, come autentica fonte di vita. È il messaggio forte che reca il progetto di Emanuela Ascari presentato, fino a lunedì, alla galleria “Dislocata” di Vignola. «In un momento di forte crisi culturale, economica e ambientale, mi sono rivolta - dice l'artista di Maranello (laurea al Dams di Bologna) - all'agricoltura, quale una delle prime forme di cultura, per rintracciare i principi di una ecologia di pensiero, secondo le logiche della vita, da cui ripensare la relazione tra l'uomo e l'ambiente, a partire dalla terra/Terra». E la ricognizione avviene in modo concreto, nel senso di conoscenza e di apertura partecipante, tanto che la giovane ha visitato, tra aprile e maggio 2015, con una sosta di un giorno e una notte, agricoltori organici, biologici e biodinamici, ecovillaggi, sui cui terreni ha collocato la frase con lettere in legno “ciò che è vivo ha bisogno di ciò che è vivo”. Trenta tappe, dall'azienda Grosoli di S. Damaso al podere Santa Croce di Argelato, dalla Cascina degli Ulivi di Novi Ligure all'Orto Biologico di Remo Angelicini di Bucchianico, dalla fattoria Lara di Castiglione del Lago alla Fondazione Baruchello di Roma, per verificare il valore dell'unità, dell'intensa e consapevole partecipazione che l'uomo stabilisce con la terra. Incontri che l'artista ha saputo alimentare di una individuale energia creativa, quando, raccogliendo campioni di terreno, ha poi realizzato, durante una residenza al MACRO (Museo d'Arte Contemporanea) di Roma, le cromatografie, cioè «immagini su carta - spiega il curatore Raffaele Quattrone - che esprimono la qualità minerale ed organica di quel determinato terreno in quel determinato momento». La terra diventa nutrimento stesso dell'arte. Le immagini, tutte diverse, si generano per reazione del nitrato d'argento alla sostanza analizzata e alla luce, e non mancano di bellezza, di armonia di colori e vitalità delle forme. Risultato di questo cammino di conoscenza e di eccezionale esperienza nell'agricoltura biodinamica, raccontato sui siti undo.net e terranuova. it, è anche un libro d'artista (tre esemplari), stampato su carta di canapa (rimanenze di un magazzino) fatto di foto che documentano l'installazione nei trenta differenti luoghi, testi scritti da nove coltivatori dove l'artista ha trovato ospitalità, e un colloquio, sotto forma di intervista, con Gianfranco Baruchello e Carla Subrizi.
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