Gazzetta di Modena

In S. Eufemia, Pantani con la sua amara satira

Con un segno trasgressivo, essenziale, solo apparentemente “trascurato” su foglietti, taccuini, post-it e altri materiali, Enrico Pantani costruisce storie con un'ottica deformante la realtà,...

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Con un segno trasgressivo, essenziale, solo apparentemente “trascurato” su foglietti, taccuini, post-it e altri materiali, Enrico Pantani costruisce storie con un'ottica deformante la realtà, avvertita e interpretata in una concatenazione di apparenti e casuali rapporti. Il quarantenne artista di Volterra, impegnato in una personale presso lo spazio Hiro Proshu, in via S. Eufemia 55, guarda il mondo con gusto sapido, ma anche con amarezza, e nel ritmo veloce di una rappresentazione di carica umoristica pare giocare con la bizzarria dei personaggi e delle situazioni. Il “deforme” si pone come rottura dei soliti schemi descrittivi, per cui le figure (mostriciattoli, depressi, folli, nevrotici...) acquistano il carattere di metamorfosi, di irriverenza, di qualcosa di assurdo. Il linguaggio è, anche nei libri illustrati e talvolta con pochi scritti, sintesi della pratica di vignettista, fumettista, di scrittore che ha fatto del segno una forza dirompente di satira contro la stoltezza del vivere umano.

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