Gazzetta di Modena

Nadia Fusini a Carpi: «Shakespeare precursore della modernità»

di Valeria Cammarota
Nadia Fusini a Carpi: «Shakespeare precursore della modernità»

Alla Loria di Carpi una lezione della studiosa sulle passioni, da quelle vitali a quelle più inquietanti del grande drammaturgo di cui si celebrano i quattrocento anni della morte

2 MINUTI DI LETTURA





CARPI. Conoscersi, riconoscersi: è questa la straordinaria avventura in cui il teatro shakespeariano trascina spettatori e lettori. Per analizzarla, questa sera, 27 aprile, alle 21 a Carpi, presso l’Auditorium della Biblioteca Loria, Nadia Fusini sarà la protagonista de “Lo spettacolo delle passioni in Shakespeare”, quinto e ultimo appuntamento della rassegna dedicata al Bardo nella ricorrenza, proprio in questo 2016, dei quattrocento anni della morte del drammaturgo.

Versatile saggista e docente di letteratura inglese presso numerosi atenei, la studiosa compirà un viaggio nel mondo della tragedia di Shakespeare, indagandone le passioni, da quelle più vitali alle più inquietanti, nell'incontro con figure letterarie che nei decenni sono per lei diventate intimamente familiari.

Dottoressa Fusini cosa, secondo lei, rende, ancora, l’opera di Shakespeare così moderna e attuale.

«È un autore che si situa all’inizio della nostra modernità - spiega - è un grande scrittore di teatro che, nel passaggio tra ‘500 e ‘600, mette a fuoco con grande ricchezza e chiarezza quali sono i problemi e le questioni dell’uomo moderno, dell’uomo che ha perso il legame così fondamentale e identitario con la dimensione teologica. Un uomo che si trova solo perché non ha, a propria garanzia, una certezza teologica».

Un autore facilmente leggibile, nonostante si possa credere il contrario.

«Insegno a studenti universitari che hanno una ventina d’anni e constato che non hanno difficoltà: capiscono, entrano subito in contatto con gli eroi shakespeariani. Non c’è diffidenza ma solo, naturalmente, il fatto di dover accettare la difficoltà di una lingua molto ricca, eloquente, che non è certo quella che usiamo noi tutti i giorni».

È da poco stato dato alle stampe il suo ultimo libro, “Vivere nella tempesta” (Einaudi).

«La Tempesta è una delle ultime opere shakespeariane, l’ultima scritta tutta di sua mano e, secondo me, è un testo mirabile per potenza immaginativa. Narra di Prospero che è un mago, un padre, un duca deposto che, su un’isola, ha l’occasione di vendicarsi di chi gli ha fatto del male deponendolo mentre, a un certo punto, la trama che parte come dramma di vendetta vira verso la pietà, la misericordia. Sono temi molto grandi, che ancora ci riguardano: la misericordia, la pietà, la meraviglia dell’incontro con l’altro (nell’isola c’è già, in un certo senso, l’esperienza dell’America, delle grandi scoperte che, al tempo, portavano europei e inglesi verso quelle rotte) ed è, quindi, un testo estremamente attuale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google