Gazzetta di Modena

L’avventura di Trasparenze s’ispira al mito di Moby Dick

di Serena Fregni
L’avventura di Trasparenze s’ispira al mito di Moby Dick

Modena. Ricerca e trasformazione sono i temi al centro della quarta edizione del festival ospitata non solo al Teatro dei Segni ma in tanti, diversi e alternativi luoghi della città

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MODENA. Si avvicina la quarta edizione del festival Trasparenze, in programma dal 5 all'8 maggio che quest'anno sarà ispirato a “Moby Dick” come simbolo di slancio alla ricerca e alla trasformazione. Si tratta di un vero e proprio evento trasversale, in grado di abbracciare diverse forme artistiche, dal teatro, alla musica dal vivo, fino agli artisti di strada per un week end ricco di iniziative, organizzato e promosso dal Teatro dei Venti. Oltre alla trasversalità, il festival si avvale di un’altra grande caratteristica: i luoghi.

Ovviamente non mancherà la location del Teatro dei Segni ma la particolarità sarà proprio la ricerca dei luoghi sociali, una riqualificazione culturale che passa dal Carcere Sant’Anna, al Drama Teatro, al Cajka Teatro fino ad arrivare all’area centrale dell’iniziativa, ovvero il parco San Giovanni Bosco e la zona limitrofa. «Abbiamo scelto di partire da luoghi marginali come il carcere - racconta il direttore artistico del festival Stefano Tè - perché anche all’interno di esso può nascere e svilupparsi il teatro e questa sarà solo una delle tante location che utilizzeremo».

La direttrice della casa circondariale Sant’Anna, Rosa Alba Casella, è davvero entusiasta di questa collaborazione: «Abbiamo accolto molto volentieri per la seconda volta l’invito a far entrare in carcere il festival perché fa parte della città ed è un’occasione indispensabile per avviare percorsi di rieducazione attraverso l’arte e il teatro». Un festival quindi itinerante, come ricorda Stefano: «Saremo presenti in varie zone della città tra cui il centro storico, altri teatri, parchi e faremo anche spettacoli in appartamenti privati». Trasparenze propone quindi un connubio tra il teatro, l’arte e i luoghi di Modena per coinvolgere direttamente gli spettatori e i residenti del quartiere del Teatro dei Segni: «Coinvolgere la gente e avvicinare anche chi non va a teatro è una delle nostre prerogative - spiega ancora Stefano - perché vogliamo portare il teatro dappertutto, anche nei luoghi dove abitualmente non arriva».

Oltre a queste iniziative, il festival proporrà anche spettacoli alla casa protetta di San Giovanni Bosco e gli spettatori potranno usufruire di una navetta per i vari spostamenti. Un festival che si avvale di compagnie molto apprezzate in tutta Italia come la Fondazione Teatro della Toscana, che aprirà il festival giovedì 5 presso la casa circondariale con lo spettacolo di Michele Santeramo “La prossima stagione”, poi altre compagnie come Ondadurto, Brincadera, che sabato 7 alle 20 svolgerà uno spettacolo in appartamento privato e anche varie proposte per bambini come i burattini della commedia che sabato alle 17 si esibiranno presso l’area festival. Tra le novità di quest’anno ci sarà anche una 500 che diventerà un cinema dove lo spettatore potrà godersi un mediometraggio comodamente seduto sul sedile dell'auto. Proprio quest’ultimo spettacolo è stato scelto dalla Konsulta, altro pilastro del festival, una giuria di ragazzi che da anni seleziona cinque spettacoli che faranno parte del palinsesto dell’evento. «Siamo un gruppo di ragazzi attivi dalla prima edizione - racconta la portavoce Caterina Gambetta - selezioniamo il materiale insieme, in modo molto democratico e le nostre scelte si basano spesso sull’originalità e su idee che possano coinvolgere spazi urbani». Un festival che anche il Comune ha accolto positivamente per la «forte valenza sociale e culturale» ha detto l’assessore Cavazza.

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