Venturelli, elogio al colore
Alla Fiera di Modena anche il Circolo degli Artisti e Corsini
MODENA. Il colore come espressione della felicità di vivere, elemento capace di illuminare il cuore dell'artista e della gente, di configurare un appagamento di esistenza, pensieri positivi contro il terrore della morte. In questa direzione si muove la ricerca di Adriano Venturelli, di cui la Fiera di Modena ospita, fino a domenica, una personale in un'ampia area, dove l'artista formiginese ha concepito un “lounge bar” come uno spazio di dialogo, sosta e confronto. Tre opere di grande formato si offrono come sperimentazione di un nuovo corso di indagine, dal nome “Colors”, ancora “in progress”. «Questi lavori vivaci e colorati - dice Venturelli - vogliono essere una risposta non armata contro i crimini (Parigi, Bruxelles...), l'oscurantismo in cui la nuova barbarie tenta di condurci. Una vera bandiera contro l'insana logica dei fanatici e adoratori dell'annientamento, della negazione dell'uomo». È un fremito di colori a rivelare la profondità di valori, a farsi manifestazione di gioia, inno alla vita. Una sorta di polifonia cromatica che si fa impeto nella libera gestualità informale, ma prolifera nelle strutture geometriche, facendo affiorare una intensa luce che emana da composizioni, concepite come spartiti musicali. Una vitalità d'immagine già esaltata nel ciclo “Red and black”, dove le opere, intese come “dittici”, sostengono, con un'alchimia di segni e colori, la presenza femminile (rosso) e maschile (nero) in un raccordo continuo di suggestioni interne. La mostra, promossa dalla società “Anima & Corpo”, si compone pure di 10 quadri della serie “Gli amici del criminale Cesare Battisti”, affermando l'impegno dell'artista nel vissuto sociale; le sculture dipinte su cirmolo (primi anni 80) della serie “Anima & corpo della Pittura”; i materici a tecnica mista, nonché una serie di incisioni presentate da Giorgio Celli alla Biennale di Venezia del 1986.
Otto gli stand per Fierarte, organizzata dal Circolo degli Artisti, con dipinti dei maestri Elpidio Bertoli e Carlo Bassini e dei contemporanei Angelo Baldaccini (qui il pubblico è chiamato a firmare per ricostruire l'Italia), Sergio Bigarelli, Edda Bulgarelli, Gabriella Buzzola, Gian Pietro Ghidoni, Gian il Camponese, Luigi Imbriale, Paola Rossi Roberti, Giovanni Soncini, Luciana Vassena, Mirco Ambrogini (omaggio a De Andrè) e sculture di Tavolarelli e Vincenzi. Spazio di rilievo anche per gli angeli di Anna Corsini.
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