Un “raro” Rossini per il piano di Simone Guaitoli
MODENA. Tutti conoscono Rossini come uno fra i massimi operisti della storia; in realtà, la carriera rossiniana di compositore di musica per il teatro occupò solo metà della vita del musicista e si...
MODENA. Tutti conoscono Rossini come uno fra i massimi operisti della storia; in realtà, la carriera rossiniana di compositore di musica per il teatro occupò solo metà della vita del musicista e si interruppe inaspettatamente a 37 anni, con il trionfo parigino del Guillaume Tell. Per altri 39 anni Rossini non scrisse più nulla per le scene operistiche ma, dopo aver superato una lunga fase depressiva e nella tranquillità del suo buen retiro alle porte di Parigi, omaggiato e riverito da tutto il mondo culturale e musicale europeo, riprese in mano calamaio e carta pentagrammata (“non posso farne a meno”, disse) per dare vita a una fioritura straordinaria di quasi 200 brani (tra pezzi per pianoforte solo, arie e duetti da camera, cori) che poi catalogò diligentemente in 14 volumi intitolandoli Péchées de vieillesse (Peccati di vecchiaia). Rimasti inediti per quasi un secolo, la Fondazione Rossini di Pesaro ne iniziò la pubblicazione negli anni '60, svelando a musicisti e ascoltatori un corpus fra i più curiosi e interessanti dell'intera storia della musica. Questo repertorio sarà presentato oggi alle 20.45 al centro Alberione, con l'ausilio di esempi musicali dal vivo e audiovisivi da Simone Guaitoli, pianista diplomatosi all'Istituto Vecchi nella classe di Enza Iori e laureato in Discipline della Musica presso il D.A.M.S. di Bologna.
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