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“Aut Aut”: Giordana a Savignano apre il Festival con la storia di “Lea”

“Aut Aut”: Giordana a Savignano apre il Festival con la storia di “Lea”

Inizia alle 20 di oggi, 4 maggio, presso il Teatro La Venere di Savignano, la quinta edizione di Aut/Aut, Festival Regionale contro le mafie. All’inaugurazione tutti i sindaci del territorio del...

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SAVIGNANO. Inizia alle 20 di oggi, 4 maggio, presso il Teatro La Venere di Savignano, la quinta edizione di Aut/Aut, Festival Regionale contro le mafie. All’inaugurazione tutti i sindaci del territorio del festival: i comuni dell’Unione Terre di Castelli e Castelfranco Emilia e il comune bolognese di Valsamoggia. Al termine dei saluti degli amministratori, Pierluigi Senatore di Radio Bruno condurrà l’incontro con il regista Marco Tullio Giordana che introdurrà la proiezione del film prodotto per la tv “Lea”. Insieme a lui, Vincenza Rando, responsabile dell’ufficio legale di Libera.

Il film, prodotto da Rai Cinema e Bibi film e trasmesso lo scorso novembre su Rai 1, racconta la vera storia di Lea Garofalo. Lea è cresciuta in una famiglia criminale. E un criminale è anche il padre di sua figlia Denise, l’uomo di cui Lea si è innamorata da ragazza: Carlo Cosco. Lea, però, desidera per Denise una vita diversa, senza violenza, menzogna e paura. Nel 2002 decide di collaborare con la giustizia e viene sottoposta con sua figlia al regime di protezione. Poi, per incomprensibili motivi burocratici, la protezione le viene revocata. Rimasta senza soldi e senza la possibilità di trovarsi un lavoro, Lea chiede aiuto a Carlo per il mantenimento della figlia e lui ne approfitta nel più vile dei modi. Lea viene rapita per strada, torturata e alla fine uccisa. Pur essendo solo una ragazzina, Denise non si piegherà e permetterà di individuare e processare tutti i responsabili dell’omicidio della madre, costituendosi parte civile contro suo padre.

Una grande storia di denuncia e impegno che rende omaggio a una donna semplice diventata un modello civile di coraggio. Una testimonianza esemplare, affrontata con un linguaggio realistico, sul desiderio di giustizia e sull’affermazione della legalità nel nostro Paese. «Ho voluto raccontare la storia di Lea Garofalo perché l'unica speranza di penetrare in una struttura familistica come la 'ndrangheta è far sì che la fortezza interna si sgretoli, grazie alle donne che decidono di non essere più custodi di quella filosofia mafiosa. L'esempio di Lea Garofalo è molto più utile di qualsiasi attività investigativa, che è importantissima, ma senza cambiamenti culturali non succede nulla». Così il regista Marco Tullio Giordana, nella Sala Consiliare di Palazzo Marino, a Milano, ha presentato il suo film su Lea Garofalo lo scorso novembre. Insieme al regista ci sarà Enza Rando, il cui percorso personale e professionale parte da lontano, da quando faceva il vicesindaco a Niscemi (nella Sicilia degli anni Novanta), da dove ha poi gestito la storia processuale di Denise, figlia di Lea. E proprio a Lea Garofalo è dedicato il Presidio Libera Terre di Castelli e il “Parco del Coraggio” inaugurato nel 2014, a Savignano sul Panaro. L'ingresso alla serata è gratuito. Il Festival proseguirà fino all’8 maggio, con molti altri incontri, convegni, dibattiti ma anche laboratori e occasioni conviviali.  

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