Gazzetta di Modena

Nasce “Arce”, un centro studi sull’Archivio Segreto Estense

di Stefano Luppi
Nasce “Arce”, un centro studi sull’Archivio Segreto Estense

A Bologna viene sottoscritto l’accordo tra l’istituto modenese e l’Università Si studieranno migliaia di importanti documenti relativi al periodo XV-XIX secolo

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BOLOGNA. Oggi è un giorno importate per l'Archivio di Stato di Modena, poiché a Bologna si firma uno storico accordo con l'Alma Mater per lo studio e l'approfondimento dei documenti dell'Archivio Segreto Estense, l'ampia sezione che nella sede modenese contiene l'intera storia del ducato di Ferrara e Modena fino alla sua fine del 1859. Questo accordo per la valorizzazione dei documenti compresi tra i secoli XV-XIX ha portato anche alla nascita del nuovo Centro studi  “Arce-Archivio Ricerche Carteggi Estensi”, come illustrerà oggi la direttrice dell'Archivio statale modenese Patrizia Cremonini.

La funzionaria ministeriale parteciperà oggi alle 16 presso la Sala della Biblioteca “Ezio Raimondi” del Dipartimento di Filologia Italianistica dell'Università di Bologna a un convegno che illustrerà l'accordo Modena-Bologna. Interverranno insieme alla responsabile dell'Archivio di Stato di Modena Loredana Chines (Università di Bologna e responsabile scientifico del nuovo Centro), Bruno Capaci (Università di Bologna e membro del Comitato direttivo), Paola Vecchi (Università di Bologna e membro del Comitato direttivo), Francesca Tomasi (Università di Bologna e membro del Comitato scientifico).

Arce è un nuovo ufficio che agevolerà lo studio di migliaia di importanti documenti dai quali si comprende come funzionava il ducato estense: «Arce - spiegano dal dipartimento di Italianistica dell'ateneo bolognese - ha lo scopo di creare un concorso di competenze per lo studio sistemico dei ricchissimi documenti contenuti nel vasto fondo dell'Archivio Segreto Estense conservato presso l'Archivio di Stato di Modena. Tale fondo copre un ampio periodo, dall'anno 781 ai primi del secolo XIX: si parte dall'età carolingia e si arriva fino all'epoca della caduta del Ducato Estense. Tutti questi materiali costituiscono un'inesauribile miniera di preziose carte, in gran parte da studiare, descrivere, catalogare, rendere fruibili secondo norme e modelli di rappresentazione e descrizione che si avvalgono delle più rigorose metodologie scientifiche e dei più avanzati criteri delle Digital Humanities».

Considerata la vastità del giacimento, le due parti hanno circoscritto il campo d'indagine a una specifica tipologia documentaria, ossia ai carteggi del periodo cronologico compreso tra i secoli XV e XIX. Patrizia Cremonini è una esperta dell'Archivio Segreto e in una recente occasione ha scritto a proposito del più antico inventario di questo archivio: «Già nel 1461 Pellegrino Prisciani (autore dell'inventario del 1488) divenne sovrintendente ai libri e alle scritture della Turris, l'archivio per eccellenza della Casa e dello Stato, relativo alle carte antiche d'alta importanza giuridicamente probanti i diritti fondamentali degli Estensi. Si tratta della sezione che dalla seconda metà del XVI secolo prenderà il nome con cui oggi la conosciamo: Archivio Segreto Estense». Il comitato direttivo del nuovo ente è composto dai docenti del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica Loredana Chines, Bruno Capaci, Paola Vecchi, Patrizia Cremonini e Sabina Magrini, segretario regionale Emilia-Romagna del Ministero per i Beni Culturali.

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