“Circa” un affascinante elogio della fisicità tra acrobazia e danza
MODENA. Nelle sue infinite declinazioni, il circo dei nostri tempi da parecchi anni fornisce spunti di assoluta rilevanza alla danza contemporanea, tanto che è sempre più frequente l'inserimento di...
MODENA. Nelle sue infinite declinazioni, il circo dei nostri tempi da parecchi anni fornisce spunti di assoluta rilevanza alla danza contemporanea, tanto che è sempre più frequente l'inserimento di compagnie di matrice circense nei cartelloni. Ed è questo il caso del Circa Ensemble, formazione australiana tra le più famose al mondo per come riesce a coniugare i volteggi, le acrobazie, le invenzioni atletiche ma anche le giocolerie dei suoi acrobati/danzatori con la ricerca coreografica più avanzata. Il suo direttore artistico, Yaron Lifschitz, proviene da un prestigioso contesto accademico australiano, e questo emerge in numerosi momenti dello spettacolo che questo fine settimana è in scena al Teatro Storchi, all'interno del progetto triennale sul circo contemporaneo Corpi e Visioni. Intitolato “Circa”, come il nome della compagnia, lo spettacolo è una sorta di antologia dei momenti più felici delle ultime creazioni di Lifschitz che pongono al centro di tutto il corpo umano. Un corpo, in verità, al limite dell'incredibile, giacché quello che gli artisti riescono a fare sul palco, sul piano della forza fisica, della snodabilità articolare, della capacità di vincere la forza di gravità, non è solo sorprendente, ma quasi magico. Peraltro, non è mai semplicemente l'effetto straordinario quello perseguito dai Circa, anche se dobbiamo riconoscere che un loro limite potrebbe ritrovarsi nella dimensione poetica soprattutto di alcuni numeri: numeri, appunto, piuttosto che vera e propria ricerca estetica. Tuttavia, lo spettacolo è di una gradevolezza estrema, i corpi che si piegano inspiegabilmente, i volteggi che contraddicono ogni logica lasciano spesso a bocca aperta e vengono impreziositi da una carica di ironia oltremodo piacevole. La cifra circense emerge in particolar modo in alcune clownerie che non costituiscono, a parer nostro, i momenti più alti dello spettacolo, ma ci sono davvero attimi indimenticabili costruiti sul linguaggio del corpo di strepitosa freschezza. A ciò si accompagna una essenziale quanto perfetta cura dell'allestimento, a partire dalle luci e da una musica coinvolgente che diventano collante ideale per un gioco sulle potenzialità inimmaginabili del corpo umano veramente affascinante.
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