Gazzetta di Modena

Grimm a Trasparenze di Modena col Teatro della Ribalta

di Serena Fregni
Grimm a Trasparenze di Modena col Teatro della Ribalta

Questa sera, 7 maggio, al Cajka lo spettacolo “H + G” di Alessandro Serra ispirato alla favola di Hansel e Gretel

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MODENA. Questa sera, 7 maggio, sempre all’interno del festival “Trasparenze”, alle 20.30 presso il teatro Cajka lo spettacolo “H + G”, prodotto dal Teatro della Ribalta, Accademia Arte della diversità e Teatropersona, diretto da Alessandro Serra. La classica fiaba di Hansel e Gretel rivive attraverso la recitazione di attori diversamente abili che raccontano la favola dei fratelli Grimm, rivisitata da Serra.

Alessandro, come è stato concepito H + G?

«Lo spettacolo è il frutto di in un incontro con gli attori disabili dell’Accademia Arte della Diversità. Sono dei veri professionisti e tra di noi si è creata una grande sintonia, sono rimasto affascinato dalla purezza di questi corpi poetici, dalla mancanza di malizia, riescono ad agire senza recitare, per cui siamo andati avanti e ho proposto di mettere in scena la fiaba di Hansel e Gretel».

Perché proprio la fiaba?

«Perché mi era parso con questa tipologia di umanità, così fragile e così pura, che si potesse lavorare con gli archetipi, cosa molto pericolosa, senza rischiare di cadere nel patetico o nel cliché. La fiaba classica viene raccontata toccando temi come l’abbandono, il rito iniziatico e l’elaborazione del lutto».

Una storia, quella di Hansel e Gretel dove coraggio, amore, fede e morte convivono, come li hai raccontati?

«Ci siamo potuti permettere il lusso di essere coraggiosi, di raccontare la fiaba così come è in quanto la storia originale parla di morte e i bambini in qualche modo hanno bisogno di questo, non puoi sottragli nell’infanzia l’elaborazione del lutto, è un tema che spesso viene taciuto ai bambini e questo crea delle profonde insicurezze e le fiabe ci insegnano invece il contrario, spesso ci sono orchi, streghe, creature malvagie che fanno cose disumane ma poi c’è sempre una via d’uscita».

I bambini come reagiscono?

«I bambini reagiscono magnificamente, lo spettacolo è per tutte l’età e anche la fascia delle scuole medie, tra le più problematiche causa un’età in cui è facile cadere un po’ nelle prese in giro, alla fine ringrazia gli attori perché non lo vedono come messa in scena di attori disabili ma come opera d’arte e si rendono conto di quanto sono bravi».

Cosa vuoi trasmettere attraverso questo spettacolo?

«Premetto che io non ho mai avuto grande simpatia degli spettacoli con attori disabili perché mi è sempre parso di vedere un uso strumentale della disabilità. In questa compagnia invece la disabilità è già stata superata; il loro obiettivo è creare un’opera bella con gli strumenti che hanno e questo è perfettamente nella natura dell’arte, è l’intensità dei corpi e dei gesti che provoca emozioni. La lezione quindi del nostro spettacolo non è guardate anche i disabili fanno teatro ma che ognuno può fare con quello che ha».

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