Van Gogh e la... Cina in una riflessione di Simone Perinelli
A Modena continua “Trasparenze” fino a domenica 8 maggio con eventi in giro per tutta la città. Tra gli spettacoli in programma il 6 maggio “Made in China. Postcards from Van Gogh”
MODENA. Continua “Trasparenze”, fino a domenica con eventi in giro per tutta la città. Tra gli spettacoli in programma questa sera “Made in China. Postcards from Van Gogh”, un’opera dedicata ai dipinti del celebre artista olandese e della sua vita, un viaggio tra i suoi quadri che arriva fino alle fabbriche in Cina dove altrettanti “artisti”, riproducono fedelmente le opere di Van Gogh e non solo. Lo spettacolo è diretto da Simone Perinelli, autore anche della drammaturgia, realizzato dalla compagnia “Leviedelfool” e prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana.
«Si parla di Van Gogh in tutti gli aspetti che abbiamo avuto l’occasione di approfondire - racconta Simone - quindi dalle lettere dove emerge la sua vita, quelle che lui scriveva al fratello Theo, i quadri e tutto ciò che emerge dalla suggestione che poi noi abbiamo trasformato attraverso la nostra percezione dell’opera e dell’arte di Van Gogh».
Un’operazione, quella di “trasportare” i quadri del pittore sul palcoscenico, difficile ma che Simone rivela essere stato un vero e proprio obiettivo.
«Io come regista mi ero posto di riuscire in questo intento e grazie alla drammaturgia ma soprattutto ad una comunicazione empatica con l’artista è successo che siamo riusciti, attraverso le luci e la messa in scena, a teatralizzare il quadro».
I quadri in considerazione sono quattro: “Autoritratto con orecchio bendato”, “La sedia vuota”, “La notte stellata” e “La camera di Vincent ad Arles” che sono stati teatralizzati coinvolgendo anche i sentimenti e le emozioni, sempre dal punto di vista dell’artista.
«Abbiamo cercato di guardare le opere attraverso il suo sguardo ed è stato grazie anche alla nostra totale immersione nei quadri che abbiamo dato una chiave di lettura, senza l’ausilio di video proiezioni o altro ma usando solo il teatro».
Un’idea, quella di uno spettacolo attraverso i dipinti, nata dalla mente di Simone che ha poi sviluppato insieme alla sua compagnia.
«Mi è venuta leggendo le lettere e di conseguenza ho pensato che Van Gogh fosse un punto di arrivo per tutti gli artisti in qualsiasi branca dell’arte, è proprio la figura dell’artista, una vita complessa, poi la morte prematura, il suicidio, una vita all’eccesso, una figura estrema e c’era la curiosità di andare ad indagare nel suo intimo e mi sembrava uno punto interessante, qualcosa da raccontare».
A tutto questo Simone poi ha deciso di aggiungere un altro tassello importante, ovvero il “Made in China”.
«La Cina è vista come l’antitesi dell’opera d’arte, quindi il prodotto effimero fatto in Cina destinato ad una durata breve. A me non interessava mettere in scena la vita dell’artista ma fare un passo in più, lasciare al pubblico la suggestione dell’eternità che è il quadro, un’eternità che noi non riusciamo ad immaginare quindi per far percepire questo senso di eternità mi serviva la deteriorabilità e così ho usato questo».
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