A tu per tu con Valenti tra bilanci di commiato e il teatro che verrà
Il direttore uscente di Ert ha fatto anticipazioni sulla stagione ringraziando i modenesi per l’appoggio avuto in questi anni
MODENA. «Lasciare il teatro sarà difficile, e il ringraziamento che rivolgo al pubblico presente in sala oggi e al pubblico che ci ha seguiti negli anni è molto sentito e importante», così Pietro Valenti, direttore uscente di Ert Fondazione, ha esordito nel suo incontro annuale con il pubblico che frequenta le stagioni teatrali del Teatro Storchi e Teatro delle Passioni. «Nel bene o nel male abbiamo passato tanti anni insieme - ha continuato Valenti - nel bene sono soddisfatto per le lettere di apprezzamento che ho ricevuto dal pubblico, nel “male” ancora più importanti sono state le lettere di protesta che ho sempre cercato di considerare sotto un profilo di grande rispetto». Valenti ha tracciato un bilancio della sua attività all'Ert svolta fin'ora, e con una certa soddisfazione ha sottolineato come il lavoro svolto sia andato prevalentemente nella direzione di formare un pubblico di spettatori: «Il pubblico è molto preparato, perché è cresciuto assieme a noi, anche se a volte vi ho costretto a vedere delle cose “difficili”, cercando di proporre sempre, con ampio sguardo, quello che accade sulla scena teatrale contemporanea. Abbiamo sempre cercato di portare a Modena degli artisti che da altre parti forse non vanno, e questo lo ritengo un valore aggiunto. Pubblica è stata la mia formazione e assieme alle persone con cui ho lavorato abbiamo cercato di far rimanere pubblico il teatro, e difficilmente la politica ha influito sul mio lavoro». Le scelte di programmazione che Valenti ha proposto, come ha spiegato, sono sempre state nel rispetto del ruolo pubblico svolto da Ert «Abbiamo un teatro conosciuto in tutto il mondo. Quando ho iniziato l'Ert era pieno di debiti, ora invece il bilancio è positivo, e questo perché nelle scelte spesso non siamo andati alla ricerca dei grandi nomi, o di una programmazione che fosse commerciale, per questo c'è già un altro teatro a Modena, il Michelangelo, che lavora bene così. Noi abbiamo sempre cercato di diversificarci, di guardare alla qualità degli spettacoli, e questo ha portato anche a scelte difficili come presentare spettacoli in lingua straniera con i sottotitoli. Abbiamo ricevuto delle proteste per questo, e comprendo le lamentele, ma credo anche che vedere uno spettacolo che appartiene a un teatro internazionale sia molto importante. Inoltre noi esportiamo all'estero i nostri spettacoli, e, se il pubblico di questi luoghi accoglie il nostro recitare in italiano, è importante che noi entriamo in sintonia con quello degli altri». Per il prossimo anno Valenti ha annunciato che ci sarà una stagione al livello degli altri anni con la novità che ci saranno più spettacoli e meno repliche. La programmazione, per molti spettacoli, sarà ridotta a soli due giorni. «Il motivo - ha spiegato -è che la città non ha pubblico per fare 4 recite, lo ha solo se gli spettacoli interessano il mondo della scuola. Credo questa sia una tappa intermedia, può essere che fra quattro o cinque anni si torni alle cinque recite». Le anticipazioni sulla stagione saranno presentate domani, però si può dire che per i 40 anni di Ert, il prossimo anno sarà prodotto “Delitto e castigo”, con un regista russo molto bravo. Un'altra novità per i prossimi anni è la presenza di un drammaturgo. «Stiamo lavorando per avere la disponibilità di due drammaturghi, uno a Modena e uno a Bologna, che siano in grado di spiegare al pubblico quello che si va a vedere, perché a volte accostarsi a un linguaggio nuovo è faticoso e il drammaturgo può avere questa funzione di mediazione».
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