Gazzetta di Modena

"Santa Estasi" a Modena: con “Elettra” Euripide inventò il thriller

di Matteo Luoni *
"Santa Estasi" a Modena: con “Elettra” Euripide inventò il thriller

Un grido contro Eroi, Destini, Valori per ricordare la maledizione di chi si sporca del suo stesso sangue nella rilettura dell'"Elettra" alla rassegna "Santa estesi" al Teatro delle Passioni di Modena

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MODENA. Proprio ora, Oreste sta attraversando le terre aride inospitali ai confini del regno, dove sua sorella Elettra vive nella miseria. Si sta avvicinando ad Argo, terrorizzato dai sicari di Egisto che si aggirano nei dintorni, spinto da un oracolo di Apollo che lo ha definito come futuro vendicatore del padre. Sono passati solo sette anni da quando sua madre, la regina Clitemnestra, assieme all'attuale tiranno Egisto, ha ucciso il marito Agamennone, reduce vittorioso dalla guerra di Troia. Sette anni in cui Elettra, devota alla memoria del padre, ha vissuto lontana da palazzo, allontanata come pericolo e salvata da un'esecuzione sommaria.

I due tiranni l'hanno data in sposa, contro la sua volontà, a un contadino perché le faccia generare un figlio bastardo. Umiliazione finale per una principessa il cui unico scopo è sempre stato vendicarsi e vendicare. Elettra, però, è riuscita a conservarsi vergine. Il miserabile senza nome di cui è moglie ancora la rispetta come futura regina. Tutti sono in attesa che suo fratello Oreste, l'erede al trono, l'ultimo maschio della gloriosa stirpe degli Atridi, torni vittorioso.

Ma Oreste, salvato in fasce dal pedagogo paterno, in questi anni è stato cresciuto ospite in un paese vicino. Allevato da Strofio, re della Focide, e compagno di giochi del principe Pilade, non ha ricordi dei genitori, né di cosa significhi essere figlio di un guerriero. Ora, in incognito, e spaventato da tutto, come dal suo destino, Oreste è pronto ad incontrare Elettra.

Di tutti i miti, Elettra è il solo ad aver avuto così tanta fortuna. I tre grandi tragici, Eschilo, Sofocle ed Euripide ne hanno scritto ciascuno una versione. Sarebbe stato troppo lasciarsi sfuggire un fatto sanguinario così controverso e primordiale che ancora, nei secoli, turba e risuona nelle ricorrenze di una cronaca nera che puntualmente ci presenta lo stesso caso disperato: tre ragazzi giovani con un arma in mano, un matricidio efferato.

Euripide aveva capito la gravità di un personaggio come Elettra, motore femminile di un delitto femminile commesso da mani maschili. Un colore nero così insondabile non poteva correre il rischio di essere lasciato tra le mura del palazzo: no, questo pericolo andava allontanato e sporcato con la terra sterile della campagna, tra le braccia sporche di un contadino. Vestire una principessa di stracci: ecco la grande innovazione di Euripide, che sembra gridare contro gli Eroi, contro i Destini, contro i Valori, il Bello ed il Buono, contro la Tragedia. Un meccanismo rotto come le membra di un re assassinato, come i lamenti di una figlia sul cadavere del padre, che rompe a sua volta la distanza tra pubblico e scena. Per Elettra, Euripide inventa il dramma. Inventa il thriller. Una serie di personaggi che entrano ed escono per ripetere sempre la stessa storia, per ricordare sempre le stesse ragioni: maledetto sia chi si sporca del suo stesso sangue.

Non esistono più gli dei. Quando tutto finirà, i tre rimarranno soli come rimangono i bambini quando non capiscono quale guaio abbiano appena combinato. Due presenze romperanno il silenzio: Castore e Polluce, semi-dei conosciuti come Dioscuri, fratelli di Elena e Clitemnestra, scenderanno dalle stelle e comunicheranno a Oreste il suo destino: a causa di un responso “non troppo giusto” di Apollo a Delfi, egli sarà costretto a vagare seguito dalle cagne rabbiose delle Erinni, fino ad Atene, dove verrà sottoposto a giudizio. Ma questa sarà tutta un'altra storia.

* (drammaturgo e assistente alla regia. È laureato in Comunicazione presso l'Università San Raffaele di Milano. Diploma in Drammaturgia presso la Civica Scuola Paolo Grassi di Milano).

 

L'Elettra di Euripide è in cartellone al teatro delle Passioni di Modena, ex Amcm, da questa sera 10 maggio 2016 per una settimana

Quarto appuntamento con Santa Estasi, il progetto speciale di ERT che si avvale del sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Diretti da Antonio Latella, sedici attori e sette drammaturghi hanno lavorato per cinque mesi sulla stirpe degli Atridi, esplorando i confini della tragedia.


Un progetto speciale che si declina in otto spettacoli in scena fino al 12 giugno al Teatro delle Passioni di Modena, ciascuno con una tenitura settimanale. Ogni martedì i lettori avranno la possibilità di entrare nel vivo di ogni spettacolo grazie all'intervento del drammaturgo che ne ha curato l'adattamento. In questo caso si tratta di Matteo Luoni che firma la riscrittura di Elettra, in scena fino sabato 14 maggio. In occasione della maratona degli otto spettacoli sabato 14 e domenica 15 maggio, la replica di Elettra prevista sabato 14 alle ore 20 verrà anticipata alle ore 19, mentre quella prevista domenica 15 alle ore 17 verrà annullata: gli spettatori che hanno già acquistato il biglietto potranno recarsi in biglietteria per chiedere il cambio di orario e data. Oltre alla già annunciata maratona dell'11 giugno, sarà infatti possibile assistere agli otto spettacoli in una maratona di due giorni: sabato 14 maggio dalle ore 11 alle ore 21, domenica 15 maggio dalle ore 10 alle ore 18.


Precede ogni spettacolo il ciclo di incontri sugli archetipi della tragedia a cura di Claudia Baracchi, Professoressa di Filosofia Morale all'Università di Milano- Bicocca. Stasera alle ore 18.30 Claudia Baracchi e i drammaturghi Matteo Luoni e Linda Dalisi incontrano il pubblico presso il Caffè delle Passioni. A seguire aperitivo a un prezzo speciale a cura di Caffè delle Passioni e spazio vendita libri a cura di Libreria Ubik Modena. Informazioni e vendita biglietti www.emiliaromagnateatro.com 0592136021
 

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