La “Materia dolente” di Vincenzo Negro in mostra in S.Pietro
MODENA. Si sa, fotografare la scultura è una delle cose più complicati per un professionista. Per questo ogni, rara, volta che un fotografo accetta di fotografare opere scultoree vale la pensa...
MODENA. Si sa, fotografare la scultura è una delle cose più complicati per un professionista. Per questo ogni, rara, volta che un fotografo accetta di fotografare opere scultoree vale la pensa andarne a vedere i risultati.
In questo caso è stato il fotografo modenese Vincenzo Negro a occuparsi dell'argomento con la mostra "Materia dolente" che si terrà all'Abbazia di San Pietro da sabato al 30 giugno.
"Sono fotografie - spiega lo stesso Negro - che ho scattato alle opere dello scultore argentino Juan Carlos Dìstefano che rappresentava la sua nazione all'ultima Biennale di Venezia, quella dello scorso anno. Il fotografo ha riprese le opere alla Biennale, da diversi punti di vista, fornendo una chiave di lettura diversa - "artistica - per vedere sotto una nuova luce i lavori di Distefano. La mostra è curata da Sonia Cavichioli che spiega: "Juan Carlos Dístefano (1933) è un autore pressoché ignorato in Europa, distante dai modi affermatisi nelle mostre internazionali degli ultimi decenni. Non si sfugge all'impressione che Dístefano sia ossessionato dalla sconvolgente storia della sua terra, l'Argentina dei desaparecidos e dei torturatori, ma le foto di Negro colgono nelle sculture un'essenza ulteriore: protagonisti sono i dolenti di tutte le violenze della storia, dei regimi e dei genocidi, come degli atti di terrorismo più recenti, messi in atto ancora una volta da carnefici che si scatenano contro innocenti". In San Pietro il 20 e 21 maggio si terrà anche il convegno internazionale "Benedettini d'Europa. Antiche committenze, restauri, nuove funzioni", dove si presenteranno gli studi più aggiornati sull'arte nei monasteri benedettini e alcuni importanti restauri italiani ed europei. Pochi mesi dopo il terremoto che nel maggio 2012 colpì l'Emilia danneggiando anche l'imponente complesso del Monastero benedettino di San Pietro, per volontà della comunità benedettina e soprattutto del priore, Stefano De Pascalis, si avviarono ricerche finalizzate alla maggiore conoscenza del monumento. Coordinate da Vincenzo Vandelli, architetto, e da Sonia Cavicchioli, docente dell'Università di Bologna, esse hanno da un lato reso noti al pubblico gli importanti lavori di riparazione e di restauro, ancora peraltro in corso e in progetto, dall'altro hanno affiancato ad essi studi e ricerche interdisciplinari.
Stefano Luppi
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