Gazzetta di Modena

In S. Bartolomeo al via “I luoghi sacri del suono”

di Alfredo Roma
In S. Bartolomeo al via “I luoghi sacri del suono”

Da martedì quattro concerti per il festival della Gazzotti. Si comincia con Roberta Mameli e Olaf Laneri

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MODENA. Dopo due anni d'interruzione, dovuta anche a motivi di finanziamento, ritornano i concerti del Festival “I luoghi sacri del suono”, come sempre ideato e organizzato dall'Associazione Corale Luigi Gazzotti. I quattro concerti si terranno tutti nella chiesa di S. Bartolomeo alle 21. Il Festival si apre il 24 maggio con gli infiniti colori della musica vocale francese, spagnola e sudamericana affidati all'interpretazione di Roberta Mameli e Olaf John Laneri, ben conosciuto dal pubblico modenese per le sue lezioni-concerto delle sonate di Beethoven. Anche Roberta Mameli ha cantato spesso a Modena, città a cui è molto legata. Chi non ricorda la sua sublime interpretazione dello “Stabat Mater” di Pergolesi? Ora è un'affermatissima cantante ospite dei più importanti teatri europei e istituzioni musicali mondiali.

Seguirà mercoledì 1 giugno il concerto di uno dei migliori cori giovanili italiani: l'Accademia vocale di Genova diretta da Roberta Paraninfo, che sta ottenendo grandi riconoscimenti, non solo in Italia, per la straordinaria qualità del progetto formativo e l'altezza dei risultati. Giovedì 9 giugno si cambierà poi registro con il concerto di Federica Doniselli, artista che ha lungamente collaborato con Moni Ovadia e che con il suo gruppo ci riporterà alle radici più profonde della cultura mediterranea: sensualità, ironia e forti contrasti. Si termina sabato 18 giugno con Walter Zanetti, chitarrista di fama internazionale che collaborerà con il Coro Luigi Gazzotti per un progetto assai suggestivo. Il programma si incentra sul Romancero Gitano, celebre ciclo per coro e chitarra su testi di Garcia Lorca, di Mario Castelnuovo-Tedesco, compositore italiano che ha assorbito più di molti altri lo spirito profondo della cultura spagnola. Partecipa al concerto il mezzosoprano Daniela Pini, tra le voci in questo momento più in vista del panorama internazionale. In passato il Festival ha sempre avuto un grande successo di pubblico grazie al rigore delle scelte musicali e al livello degli esecutori. Il concerto è inserito nel circuito regionale ATER. Per la prima volta i concerti del festival non saranno gratuiti, ma i biglietti avranno un costo assai modesto, in particolare per giovani e anziani. I biglietti sono acquistabili subito prima del concerto o in prevendita sul circuito VivaTicket accessibile dal sito www.coroluigigazzotti.it

Abbiamo rivolto alcune domande al soprano Roberta Mameli che aprirà il festival.

Il pubblico modenese la ricorda soprattutto come interprete di musica barocca che l'ha portata a collaborare con grandi direttori come Abbado, Hogwood e Savall. Che cosa l'ha portata ad affrontare la musica di circa cento anni dopo come Ravel, Debussy, Poulenc, De Falla?

«Già in conservatorio, grazie a un insegnante di Stoccarda, avevo studiato musiche successive al barocco, poi l'anno scorso fui invitata in Giappone per un recital con un tiorbista che mi propose le stesse musiche che sentirete anche a Modena e ne fui affascinata».

Quanto è stata importante negli anni passati la sua collaborazione con il Coro Luigi Gazzotti diretto da Giulia Manicardi?

«È un bagaglio che mi porterò dietro tutta la vita. Ho ricordi stupendi del coro dal punto di vista professionale e umano. Ho sempre seguito la sua crescita sotto la guida di Giulia e penso che ora sia un coro di livello professionale. Sono felicissima di cantare a Modena e di rivedere tanti amici ai quali sono ancora legatissima».

Nel suo futuro prossimo quali eventi e quali musiche ci sono?

«Dopo Modena sarò ad Amburgo per due concerti, poi andrò in Cina dove canterò nella Messa in Do Minore di Mozart, poi a Tokyo per il Don Giovanni dove interpreterò Donna Elvira. Infatti la mia voce è diventata più scura e adatta a questo ruolo. Nel mio futuro c'è anche questa musica spagnola e francese più recente, ma il mio avvenire è soprattutto rappresentato da Mozart che ho amato profondamente dal primo momento in cui ho iniziato a studiare musica».

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