Zingari in volo per Telethon grazie a Equilibra
Le emozioni sono quelle della danza aerea, l’impegno è quello di 300 artisti: poi la musica liberamente tratta da Notre Dame de Paris
MODENA. Le musiche sono quelle liberamente tratte dall’opera “Notre Dame de Paris”, le emozioni sono quelle della danza aerea o antigravity, l’impegno è quello di 300 artisti - sì, trecento - di tutte le età che si alterneranno sul palco del teatro Storchi domenica prossima, 5 giugno, a partire dalle ore 18, per due ore di autentica “magia in volo” grazie allo spettacolo messo in scena dalla palestra Equilibra. Il titolo è più evocativo che mai, “Zingari liberi di volare”, un vero e proprio teatro sospeso nell’aria che coinvolgerà tutti i ragazzi, dai 3 ai 35 anni, che frequentano i corsi di Equilibra a Modena, Nonantola e Castelnuovo. Parte del ricavato dello spettacolo, organizzato con il patrocinio del Comune di Modena e di Modenamoremio, sarà devoluto alla Fondazione Telethon: i biglietti sono ancora disponibili nella sede della palestra Equilibra in via Rococciolo 11.
Danza aerea è sport e arte allo stesso tempo: l’utilizzo di schemi corporei di base per sviluppare la conoscenza e la capacità di controllo del proprio corpo, ma anche per coltivare la creatività e l'immaginazione.
«Eravamo partiti quattro anni fa con 30 ragazzi sul palco al teatro Cittadella, pensare a cosa succederà domenica allo Storchi con trecento persone ad esibirsi mi mette i brividi - spiega Giuliana Pinelli, la vera anima di Equilibra - Quello che mettiamo in scena è uno spettacolo senza pause che vorrebbe davvero appassionare chi sarà seduto in platea a cui vogliamo che arrivi questa sensazione di libertà».
Quella libertà che si prova quando si è sospesi nel vuoto: «La sensazione è sicuramente unica, lo vediamo anche nei bambini più piccoli che praticano questa attività: il sentirsi leggeri, il poter dondolare senza fare fatica, è una vera e propria conquista. Crescendo, ci si accorge ancora meglio come questi gesti, in fondo, siano alimentati da una grandissima fiducia nell’altro: bisogna buttarsi, trovare sicurezza, appunto fidarsi di chi si muove con te. Questo è alla base della nostra attività, diversa da un piccolo circo. Il nostro è uno stimolo - continua Pinelli - tra arte, movimento, ascolto. Ai fondamentali della nostra disciplina aggiungiamo l’espressività del teatro, giocando sul modo di esprimersi. Non è un’ora di ginnastica, è la ricerca di un percorso da fare non da soli, ma insieme ad un gruppo di amici».
Dal vivo la sensazione è proprio quella di assistere alle evoluzioni di acrobati: «Non siamo acrobati nati, questo va detto. Si esibiscono persone che ottengono questi risultati con tanto sforzo e tanto lavoro. Non abbiamo la volontà di creare dei personaggi, vogliamo invece dare l’idea che tutti possano sentirsi liberi, che tutti riescano a fare tutto, anche chi nella vita deve fare i conti con la disabilità». (d.b.)
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