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Motta live sul palco dell’Estatoff a Modena presenta “La fine dei vent’anni”

Motta live sul palco dell’Estatoff a Modena presenta “La fine dei vent’anni”

Stasera, 8 giugno, dalle 21, sul palco dell'Estatoff di Modena arriva uno dei cantautori più promettenti del panorama italiano. Si tratta di Motta che presenta il suo primo album da solista, “La fine dei vent'an...

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MODENA. Stasera, dalle 21, sul palco dell'Estatoff arriva uno dei cantautori più promettenti del panorama italiano. Si tratta di Motta che presenta il suo primo album da solista, “La fine dei vent'anni”, prodotto da Riccardo Sinigallia. Ad aprire il concerto i Wolther Goes Stranger e Baseball Gregg. “La fine dei vent'anni” è il primo disco di Motta, ma non di Francesco (il suo nome), una delle anime e la penna che ha vergato le parole con cui i Criminal Jokers, in due dischi, hanno espresso in maniera elettrica e vitale l’urgenza dei propri vent’anni. Poi il tempo scorre, le esperienze si accumulano, i punti di vista si spostano, leggermente, e fanno emergere altri suoni, altre parole, adeguate al momento artistico ed umano vissuto da questo musicista.

La versatilità è cosa che non gli manca. Motta è un polistrumentista che ha prestato negli anni la propria capacità a una Signora del Rock come Nada (con lei al basso, alla chitarra e ai cori), ai Pan Del Diavolo (qui alla batteria), agli Zen Circus (come tecnico del suono) e a Giovanni Truppi (alla chitarra e alla tastiera). Su “La fine dei vent’anni” decide finalmente di metterci la faccia e il cuore. Non solo il cognome. Per questo cambio radicale di direzione - non di intensità - Motta chiama a sé Riccardo Sinigallia, tra i migliori produttori ed autori italiani (già con Niccolò Fabi, Max Gazzè, Tiromancino, Luca Carboni, Filippo Gatti, Coez), persona dalla visione adatta ad un disco vario ed eclettico come questo. “La fine dei vent’anni” è la scoperta dell'età adulta. Il racconto della crescita umana e musicale di uno dei più talentuosi artisti italiani.

 Motta accetta di mettersi a  nudo e raccontare se stesso, i suoi affetti, la sua vita e quella della sua famiglia. Lo fa utilizzando un tappeto di suoni e colori vastissimi, impossibili da racchiudere in una definizione. È canzone d'autore, sì, ma è anche pop. Non rinuncia all'impatto e alle asperità del rock, ma guarda in direzioni e mondi diversi. Non segue un modello preciso, non cerca di rifarsi a una tradizione, preferisce mischiare con orgoglio tutte le sonorità con cui è cresciuto e dare vita a un insieme per certi versi unico e fresco.

La produzione di Riccardo Sinigallia (anche co-autore di alcuni brani) enfatizza e al tempo stesso addolcisce le asperità vocali di Motta che nel disco suona, sparsi nei brani, chitarra, basso, batteria, tastiere. Questa la formazione dei concerti: Francesco Motta (voce, chitarra, batteria), Cesare Petulicchio (batteria, batteria elettronica), Giorgio Maria Condemi (chitarra), Federico Camici (basso), Leonardo Milani (tastiere, basso). Ingresso gratuito con tessera Arci.

Nicola Calicchio

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