Così la procellana cattura le memorie
Da EinMal la coreana Jeong traduce in pietra pensieri della nonna
Di dimensione concettuale, con implicazioni di nuove tecnologie, sono le mostre che un gruppo di giovani propone nello spazio EinMal, in via Carteria 26. Come tale si presentano l'installazione video-fotografica e l'opera in porcellana di Ka Hee Jeong della Corea del Sud che vive a Berlino, dove si è formata presso l'Accademia. La trentenne artista dà concretezza ai pensieri, quelli della nonna, ma potrebbero essere anche di qualsiasi essere umano, per poter consenvare nel tempo la memoria dei fatti. Così il video mostra la nonna sottoposta ad una sorta di elettroencefalogramma, attraverso un apparecchio portatile che cattura i suoi pensieri, rivelati da tracciati, salvati come file, in forme geometriche, per essere poi essere tradotti con una stampante 3D nella fisicità della pietra. Risultato: un'opera unica in porcellana, piacevole nella sua struttura anche astratta. Una sorta di cimelio di famiglia che, con tante altre, potrebbe costituire un “museo di pensieri”, come nei progetti dell'artista.
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