Gazzetta di Modena

Cultura e passato per il riscatto di Mirandola

di Valentina Corsini
Cultura e passato per il riscatto di Mirandola

Tanta gente all’inaugurazione con il sindaco Benatti, l’assessore regionale Mezzetti e il presidente del Consorzio, Albarani

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MIRANDOLA. Ha aperto i battenti ieri alle 16, nel cuore di Mirandola - piazza Costituente - la prima edizione del Festival della Memoria, alla presenza del sindaco Maino Benatti, dell’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti e del presidente del Consorzio del Festival della Memoria, Giuliano Albarani. Buona la risposta della cittadinanza, che ha gremito la Tenda della Memoria dove si è tenuta l’inaugurazione. Un Festival questo, nato dall’idea di recuperare la memoria quale elemento identificativo di un’intera comunità che, mai come a Mirandola, ha conosciuto la paura di perdere il senso di appartenenza, generato dal terribile sisma che ne ha scosso gli animi quattro anni fa. «Questo festival nasce dalla preoccupazione che il terremoto del 2012 avesse distrutto la nostra identità di cittadini - ha detto il sindaco Benatti - e invece la cittadinanza ha saputo affrontare le fasi della ricostruzione con grande determinazione. Una ricostruzione che ha visto proprio nella cultura una delle sue basi fondanti. La cultura del lavoro, che ha permesso alle nostre imprese di ripartire; la cultura delle scuole, che sono state ricostruite. E questo festival è il simbolo di come la memoria del nostro passato sia fondamentale da recuperare per costruire il nostro futuro». «La memoria è importante, in quanto solo la conoscenza del nostro cammino passato ci permette di proseguire su quello futuro - ha ammesso l’assessore regionale alla Cultura Mezzetti - ecco perché la nuova legge regionale della Memoria e della Storia del ‘900 in Emilia Romagna, si attesta a pieno nel contesto di questo festival». «Lo scopo della manifestazione è quello di interconnettere fra loro varie branche disciplinari all’insegna della memoria, quali la storia, il cinema, l’arte e la scienza, in ben 80 eventi che vedranno quali protagonisti i nomi più belli della cultura italiana. E la costituzione di un apposito Consorzio, che ho l’onore di presiedere, è indice del fatto che questo Festival non rimarrà una tantum, bensì si amplierà pensando già alle edizioni future» ha concluso Giuliano Albarani, presidente del Consorzio del Festival della Memoria.

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