Don Ciotti, piazza gremita «Qui tanta forza e coraggio»
"Memoria e profezia", due concetti solo in apparenza inconciliabili, sono stati il tema che ha dato il titolo alla conferenza di don Luigi Ciotti,. Don Ciotti ha parlato di fronte a una piazza...
"Memoria e profezia", due concetti solo in apparenza inconciliabili, sono stati il tema che ha dato il titolo alla conferenza di don Luigi Ciotti,. Don Ciotti ha parlato di fronte a una piazza gremita di persone, presentandosi con una voce plurale «Io non sono qui come Luigi Ciotti, rappresento un noi, che è fatto di persone. Diffidate dai navigatori solitari, è il noi che vince»
L'mportanza dell'essere parte di una comunità di prsone, è stato il leitmotiv di tutto l'intervento di don Luigi Ciotti. «Sono venuto qui per imparare dalla vostra forza e coraggio, con emozione sincera in questa città ferita, sono venuto per imparare da un terra che ha una lunga tradizione di serietà, di concretezza e di lavoro, una terra che ha una grande dignità. A volte non è facile guardare con speranza al futuro, ma anche nei momenti critici è necessario ricordare che la speranza è figlia di un impegno colettivo, di condivisione, di corresponsabilità, di giustizia sociale. Speranza vuol dire costruire insieme il bene comune».
Don Ciotti ha ricordato i suoi incontri con persone che hanno dato la loro vita per sconfiggere la mafia. Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, ma anche gli uomini della loro scorta, vittime della strage di Capaci. «Sono morti tutti per la libertà e la democrazia del nostro paese ha puntualizzato don Ciotti - Dunque è importante la memoria, e quello di fare memoria è un impegno di tutti. La memoria ci deve fare muovere. La memoria ci sfida. Fare memoria significa ricordare per fare rivivere, perchè i morti non siano morti ma siano ancora vivi con le loro idee». «Il giorno della strage c'era una donna vicino a me - ha ricordato don Ciotti - che piangeva in modo disperato, io non la conoscevo, non sapevo cosa dire. Però a un certo punto questa donna mi prese le mani, mi scosse, non dimenticherò mai quello sguardo, e disse: "ma come mai non dicono mai il nome di mio figlio?" Quella mamma voleva sentire il nome di suo figlio perchè è un diritto di ogni persona quello di essere chiamati con il proprio nome».
Dunque la memoria ci chiama a una responsabilità, ma qual è la profezia che alla memoria si accompagna? «La profezia del nostro tempo è abitare il tempo. Significa abitare il nostro tempo, il presente, che deve essere abitato insieme, perchè è il noi che vince», ha risposto don Ciotti. Don Ciotti ha poi ricordato che serve «una memoria per costruire la speranza, perché la speranza è animata dalla verità e dalla giustizia», e dunque non può esistere speranza senza conoscenza. «Noi abbiamo la memoria del nostro passato. La memoria del nostro passato è un impegno per una svolta nell'oggi, per vivere nel nostro tempo. C'è un filo rosso che lega, ad esempio, le resistenze di ieri a quelle di oggi. Noi non possiamo dimenticare il sacrificio e l'impegno della liberazione dell'Italia. Ma l'impegno non è finito, perchè sono secoli che nel nostro paese sono presenti forze criminali e mafiose».
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