Crozza a Modena mattatore mette alla berlina politici e vizi italici
MODENA. L'attesa per la serata è palpabile, è sufficiente guardare le file interminabili ai botteghini quando sono ormai le 21. Crozza ottiene un grande successo.
MODENA. L'attesa per la serata è palpabile, è sufficiente guardare le file interminabili ai botteghini quando sono ormai le 21. Fino a che, in un PalaPanini pieno come un uovo, Crozza entra sventolando una bandiera della Ferrari, confessando una divertita ruffianeria. Poi, però, inizia a sfottere la città e le sue specialità, ma anche a lodarne le grandezze, scherzando su borlenghi e salumi vari, Pico della Mirandola e Guccini, per poi domandarsi: «Ma poi, con Giovanardi, cosa diavolo è successo?». Il pubblico a questo punto è già tutto dalla sua, e l'entusiasmo esplode quando ricorda il terremoto e il modo silenzioso ma produttivo col quale i modenesi si sarebbero subito impegnati nella ricostruzione.
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Lo spettacolo comincia così, partendo da Modena, per passare ad un'analisi delle peculiarità italiane e del suo patrimonio agroalimentare. Sono battute facili, ma diventano amare quando Crozza avverte che con il TTIP il rischio è che tutto ciò finisca per scomparire, con l'invasione di cibi americani che con le norme antisofisticazione europee sarebbero attualmente proibiti. Ovviamente, "Le meraviglie di Crozza Tour 2016" è un'estensione di "Crozza nel Paese delle Meraviglie", e gli ormai famosissimi suoi personaggi cominciano a succedersi sul palco, a partire dal manager della più grande multinazionale del mondo, la "Inc Cool 8", grottesca parodia di una imbarazzante realtà italiana. Subito dopo, si passa alla politica, Renzi, Bersani, Verdini, l'impossibilità di distinguere, ormai, destra e sinistra, le nuove dinamiche della comunicazione ("Renzi, il twittatore: se vuoi far cadere il governo, devi far cadere la connessione"), il referendum costituzionale, al quale Renzi invita a votare sì come se si trattasse di rispondere alla domanda: "Volete che vada a casa?".
L'ironia tagliente del comico ligure è certamente di grande presa, anche per la tutt'altro che sottile vena sarcastica con cui Crozza abilmente mette alla berlina i potenti, compreso un grigissimo presidente Mattarella, una figura non istituzionale, bensì "la figura epica dell'invisibilità", che "non dorme al Quirinale, ma in un sarcofago", che quando tiene i discorsi cadono le foglie dagli alberi, muoiono i piccioni, ed è così noioso che "quando si guarda allo specchio, anche la sua immagine non fa quello che fa lui".
Crozza è bravo, è innegabile, supportato peraltro da testi, che scrive assieme ad un team consolidato, che sfruttano al meglio la tradizione comico/politica che prima di lui ha visto succedersi nei palasport i Grillo, i Benigni, I Guzzanti. Ed ora è il suo momento, assolutamente meritato.
Andrea Marcheselli
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