Gazzetta di Modena

Gianni Biondillo: «Io, giallista per caso»

di Serena Fregni
Gianni Biondillo: «Io, giallista per caso»

Lo scrittore ricorda la nascita del suo personaggio, l’ispettore Michele Ferraro. «L’ispirazione me la dà Milano»

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CAMPOGALLIANO. «I gialli? A me non piacciono neanche, però amo scriverli». Con questa battuta lo scrittore e architetto Gianni Biondillo, ospite presso l’Oratorio San Rocco di Campogalliano in occasione della Festa Racconto ha risposto alla domanda della conduttrice Elena Guidetti su come si sia avvicinato a questo genere.

Una personalità simpatica ed esilarante, quella del creatore del famoso ispettore Michele Ferraro, che ha scoperto la scrittura quasi per gioco e dopo non ha più potuto farne a meno.

«Era il 2002 - racconta Biondillo - ed io stavo attraversando un periodo difficile, due bimbe piccole e diversi problemi economici, mi chiama un mio amico da Roma e mi dice “Gianni, stiamo selezionando delle storie per una serie tv, mandami la tua, deve essere un poliziesco”».

Da lì è partita l’avventura della scrittura che lo ha portato, negli anni, a scrivere diversi libri, tra cui le avventure del suo ispettore preferito, Michele Ferraro. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza la sua Milano, città che gli appartiene da sempre, dove è nato e cresciuto, più precisamente nel quartiere di Quarto Oggiaro e dove l’ispettore Ferraro svolge le sue indagini: «Milano, in particolare il quartiere dove vivo, è la mia fonte d’ispirazione, dove vivono i miei personaggi e ovviamente dove Ferraro lavora e vive». Non una semplice città per Biondillo: «Milano nel bene e nel male è sempre stata la grande protagonista d’Italia e per me è il centro di tutto, dove prendono vita le mie storie e dove ogni giorno trovo spunti per i miei personaggi, dalle vie fino al nostro patrimonio artistico, unico nel mondo».

Un ispettore creato dalla fantasia e molto diverso dallo scrittore: «Non abbiamo molto in comune, a volte mi chiedono se mi sia ispirato alla mia personalità e non è così; Michele arriva sempre in ritardo, non è il classico ispettore sempre “sull’attenti”, ma direi che condividiamo l’amore per i figli».

Una delle peculiarità del personaggio di Ferraro e della storia è il tempo, gli anni passano anche per lui e per Milano e questo è un punto cui tiene molto Biondillo: «Mi piaceva l’idea che gli anni passassero anche per Michele, la gente si rivede nelle sue storie e vive insieme a lui la quotidianità».

La questione del passare degli anni, però, sembra non essere gradita da tutti: «Un giorno un vecchio libraio mi disse che non dovevo far invecchiare l’ispettore, di scrivere sempre la stessa storia, questo mi ha fatto capire che gli italiani sono un po’ pigri e abitudinari, sia quando si tratta di leggere, che quando si deve provare un nuova storia».

Biondillo si conferma uno scrittore molto versatile, che riesce a spaziare dal giallo, la sua prima casa, ai libri divertenti come “Il manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo”, scritto insieme all’amico e giornalista Severino Colombo, per ragazzi “Il mio amico Asdrubale” fino ai racconti erotici “Pene d’amore”.

Serena Fregni

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