Lo psichiatra Eugenio Borgna: la follia e la forza delle parole
MIRANDOLA. Al Memoria Festival è stato ospite Eugenio Borgna, definito il più grande psichiatra italiano. Una vita spesa a occuparsi di malattie mentali tra Milano e il manicomio di Novara e decine...
MIRANDOLA. Al Memoria Festival è stato ospite Eugenio Borgna, definito il più grande psichiatra italiano. Una vita spesa a occuparsi di malattie mentali tra Milano e il manicomio di Novara e decine di pubblicazioni, ha presentato una conferenza dal titolo "Memoria e follia" nella Tenda della Memoria, in piazza Costitunte. La follia è il tema prevalente dei suoi interessi, definendola un'esperienza ineliminabile della vita, «una diversa forma di esistenza, con un'esperienza diversa del tempo, dello spazio, e del modo di essere in relazione con gli altri. Nella follia si nascondono valori: il dubbio e non la certezza è sorgente di conoscenza».
Con la prosa accattivante e ricca di immagini e metafore che caratterizza anche la sua scrittura, Borgna ha condiviso la sua esperienza a contatto con la sofferenza psichica e il disagio mentale, sottolineando l'importanza di una psichiatria che tenga conto dell'aspetto relazionale che si crea tra medico e paziente. La relazione nasce dall'ascolto e dalle parole: «La psichiatria ha bisogno della poesia e ha bisogno delle parole. Cosa sono le parole? Non stupitevi, perchè le parole hanno importanza nel generare follia. Le parole sono come creature viventi, come ha scritto Hofmannsthal, sono "prigioni sigillate dal mistero". Le parole che diciamo possono essere mongolfiere che si innalzano e portano speranza o altre che invece portano disastro o morte. Perchè si muore per parole dette e anche a volte per parole non dette». Follia e memoria sono intrecciate, ha sottoilineato Borgna, infatti «uno psichiatra che si confronta con la follia, fa continuamente esperienza della memoria della persona, in una continua battaglia tra memoria e oblio e falsificazione». «La memoria è un fenomeno relazionale - ha spiegato Borgna - perchè a seconda delle persone con cui entriamo in contatto, i ricordi che nascono dentro di noi cambiano. Possiamo ricordare cose che abbiamo vissuto solo se siamo in una relazione, solo se siamo in un contesto in cui chi cura e chi è curato non faccia differenze. L'essenza della relazione è quella che apre orizzonti di senso più profond i».
Chiara Bazzani
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