Gazzetta di Modena

Augias “rivive” le ultime ore di Gesù

Il giornalista ha presentato il libro tra storia e romanzo. Elogio all’Emilia

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MIRANDOLA. «Arrivando in Emilia mi si allarga il cuore - dice Corrado Augias, in apertura del suo incontro al Memoria Festival di Mirandola - La mia idea è che se tutta l'Italia fosse come l'Emilia staremmo tutti molto meglio. In questa parte della penisola s’incontrano l'efficienza del Nord e la cordialità del Mezzogiorno».

Augias ha presentato il suo libro, edito da Einaudi, “Le ultime 18 ore di Gesù, Immaginazione, storia, memoria”.

«Una volta parlando con un prete - ha ricordato Augias- ho detto: "Gesù sarebbe un personaggio molto più interessante se togliessimo l'immagine che viene tramandata dalla teologia del bambino buono con il bue e l'asinello. Gesù era sì un personaggio buono, ma se pensiamo che era anche uno che si era messo in testa di riformare una religione doveva essere animato da una grande furia, come lo sono tutti i grandi innovatori».

Il libro, un'inchesta romanzata sulle ultime ore della vita di Gesù, ha come riferimento storico fonti canoniche, ma è arricchito da un'invenzione narrativa in cui l'autore cerca di colmare alcuni anacronismi.

«Mi sono sentito - ha detto - molto libero e ho aggiunto personaggi fittizi cercando di colmare lacune dei testi storici, che furono molto manipolati. Un esempio? Che Gesù abbia avuto una famiglia così scombinata, una madre vergine e un padre adottivo, allora io ho fatto di Maria e Giuseppe la madre e il padre». La bella copertina Einaudi mostra il momento in cui Pilato chiede alla folla se condannare o assolvere Gesù.

«Questo è un momento inverosimile - ha commentato - Ma voi potete immaginare un governatore romano forte della sua arroganza, che si affacccia al balcone e dice alla folla: «Cosa volete che io faccia?». Impossibile, nessun governatore romano avrebbe fatto questo, è un'invenzione storica. E poi le parole di Matteo che, dopo la sentenza dice: “Il suo sangue ricada su di noi e sui figli”. Questa è una frase criminale, perchè si macchia il popolo come deicida, dunque è una dichiarazione antisemita, che nel Mein Kampf troverà la sua ultima indecente consacrazione». (c.b.)

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