Hornby serve il suo“Caffè amaro”
Politica, amore e temi sociali entrano con Maria in “Storie di famiglia”
CARPI. “Caffè amaro” è il suo ultimo capolavoro. Un libro storico che, dai Fasci siciliani alla Seconda guerra mondiale, ha come protagonista Maria. Lei, tramite le sue scelte non convenzionali, esce dall’anonimato per diventare una protagonista della storia della Sicilia e dell’Italia. E proprio da questi temi la scrittrice, e avvocato, Simonetta Agnello Hornby (nella foto), ha tratto lo spunto iniziale per addentrarsi in “Storie di famiglia”. +
“Caffè amaro” è una summa della sua intera opera e Maria ha preso molto da altri personaggi a partire da La Menullara. Qui però la protagonista incarna ancora di più il ruolo della donna forte con la sua libertà di scelta, il senso della famiglia, la tradizione intesa come identità, ma anche come oppressione. «È un libro dalla lunga genesi – ha spiegato la Hornby - circa cinque anni. Volevo scrivere una storia su mia nonna Maria, morta quando avevo cinque mesi, di cui tuttavia so tutto: come e cosa mangiava, i colori preferiti, i giochi più amati. Decisi di darle una vita tosta, come piaceva a me, e cominciai a fare ricerche storiche che mi hanno appassionato. Noi italiani non conosciamo la nostra storia, dimentichiamo le cose spiacevoli ma, se non comprendiamo il nostro brutto, non possiamo migliorare». Maria è sposata con Pietro, uomo difficile, ma la protagonista pur desiderando la propria felicità, non vuole distruggere la famiglia e si sacrifica. «Questo è importante – ha spiegato la scrittrice - perché credo nell’uguaglianza tra i sessi, mentre guardo con tristezza le mie nipotine, che avrei voluto più indipendenti e assertive, cedere il passo al maschio. Noi donne non abbiamo saputo tramandare ciò per cui abbiamo lottato e ottenuto. Il nostro dovrà essere un lavoro costante, altrimenti dovremo accettare una realtà fatta di Barbie». Politica, amore, cultura ma anche la libertà di morte entra entrano nel libro: «Tramite la madre di Maria, il personaggio che all’inizio ho amato meno ma che poi si è redenta, morendo come voleva. Credo fortemente nelle morti volute, perché le ho viste: un tempo avvenivano in tutte le famiglie, oggi sono un tabù». (v.c.)
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