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Ricordi e menzogne: Sartori svela le tecniche per smascherare i bugiardi

Ricordi e menzogne: Sartori svela le tecniche per smascherare i bugiardi

MIRANDOLA. Il cinema a sfondo crime, indagando la mente umana nel tentativo di appurarne l’effettiva criminalità, ha da sempre prodotto sul pubblico una forte suggestione, così come portato alla luce...

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MIRANDOLA. Il cinema a sfondo crime, indagando la mente umana nel tentativo di appurarne l’effettiva criminalità, ha da sempre prodotto sul pubblico una forte suggestione, così come portato alla luce termini propri dell’ambiente investigativo. Uno di questi è “macchina della verità”. Ne ha parlato ieri nell’ambito dell’incontro “I test della verità, ovverosia leggere i ricordi” Giuseppe Sartori (nella foto a fianco) . «Nemmeno il più abile degli investigatori, sebbene dotato di notevoli capacità individuali, può, da solo, capire se la persona che ha di fronte sta mentendo – ha detto il professore di Neuropsicologia forense all’Università di Padova, nonché perito coinvolto nei più importanti casi giudiziari italiani – solo la scienza è in grado di stabilirlo. Sino al 1980 è stata utilizzata “la macchina della verità”, il cosiddetto poligrafo, misuratore dei cambiamenti fisiologici del soggetto che, però, si è dimostrato inefficace. Se è vero infatti che reazioni tipiche da stress, quali l’aumento della sudorazione, della frequenza cardiaca e della respirazione, sono indice di menzogna e quindi di colpevolezza, è pur vero che anche chi è innocente, è solito avere queste reazioni per mera paura». Così a partire dagli ultimi vent’anni, i ricercatori si sono spesi per sopperire ai limiti del poligrafo, con nuove tecniche strumentali più precise. «Una di queste – ha ripreso Sartori –è la risonanza magnetica funzionale, che consente di capire dall’impegno del cervello nel dare una risposta, se essa è veritiera o mendace. Un’altra tecnica invece, è quella del movimento e dello stile di scrittura del mouse collegato ad un pc; a seconda del modo e del tempo con cui il sospettato scrive la risposta alla domanda, si è in grado di stabilire se stia mentendo. Questa tecnica si è rivelata efficace nel 95 % dei casi, soprattutto per i furti d’identità. Grazie ad essa è stato catturato uno degli attentatori di Bruxelles, entrato in Belgio assumendo l’identità di un ex giocator

e dell’Inter. Ma è molto utile anche per stanare i pedofili che hanno su Facebook profili falsi, così come sgominare gli autori di false recensioni su TripAdvisor e di frodi assicurative online». (v,cor,)

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