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Vecchioni a Mirandola: le canzoni per amare

Vecchioni a Mirandola: le canzoni per amare

Il cantautore invita a spegnere la tv: «Insegnate ai bambini a sognare»

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Un incontro sentito e calorosissimo, tra musica e letteratura, quello fra Roberto Vecchioni e il pubblico accorso copioso ieri sera per applaudirlo alla Tenda della Memoria.
Il celebre cantautore – artefice di canzoni entrate nella storia della musica italiana, molte delle quali eseguite durante la serata – ha incantato Mirandola dinnanzi a più di 800 persone, andate in visibilio in una marea di applausi continui e classici “selfie” commemorativi a cui Vecchioni non si è sottratto. Anzi.
«Ciò che è finito, passato, resta nel tempo orizzontale - ha detto tra l’altro il cantautore - Ma in realtà è un inganno, perché esiste un’altra dimensione del tempo, quella verticale, che conserva invece quelle stesse emozioni, proprio lì, dentro di noi, nel presente e nel futuro».
Così dicendo Vecchioni ha introdotto l’esecuzione di uno dei suoi brani più celebri, “Per amore mio”.
«Se non avessi tenuto dentro di me l’amore per la mia ragazza, che mi lasciò quando partii per il servizio di leva – ha ripreso Vecchioni – non avrei in futuro potuto scrivere questo pezzo. Perché quello che noi crediamo passato, in realtà resta lì, dentro di noi. E può anche diventare felicità, al di là del dolore, in quanto a volte, la felicità stessa si maschera da dolore”.
Il cantautore ha letto poi alcuni brani tratti dal suo ultimo libro, “La vita che si ama” e ha spiegato al pubblico: «La vita che si ama davvero non risiede negli attimi, nei picchi di gioia, bensì nella totalità della vita stessa, nella sua pienezza. Solo così si può assaporare e amare l’esistenza, non in una felicità momentanea e passeggera».
Roberto Vecchioni ha raccolto poi una vera e propria ovazione di pubblico – con tanto di “Bravo”, “Sei inimitabile, unico” – durante l’esecuzione del brano che gli ha regalato la vittoria al Festival di Sanremo nel 2011: “Chiamami ancora amore”.
«A proposito di chi mi ha urlato “Sei unico”, voglio dirvi una cosa – ha commentato il cantautore – Vi ricordo che non è l’unicità a determinare la grandezza di un uomo. L’uomo è grande quando riesce a rimanere normale, vero e onesto. Quando riesce a condividere con i suoi simili, attraverso le parole, dette o cantate, tutti i suoi sogni, i suoi desideri. Insegnate ai bambini a sognare chiudendo gli occhi, non guardando la televisione. Perché bisogna credere nella forza dei sogni, è solo educandoli a sognare, e ad esternare poi quello che hanno dentro, che si costruiscono degli uomini veri ed autentici. Almeno questo è quello che mi ha trasmesso mia madre da piccolo e che adesso io, qui, in un passaggio di memoria, cerco di lasciare in eredità a voi”.
Valentina Corsini

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