«Una vetrina per Mirandola In ventimila agli incontri»
MIRANDOLA. Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo alla prima edizione del Memoria Festival che si è svolto a Mirandola dal 9 al 12 giugno. Registrate oltre 20mila presenze attratte dalle tante...
MIRANDOLA. Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo alla prima edizione del Memoria Festival che si è svolto a Mirandola dal 9 al 12 giugno. Registrate oltre 20mila presenze attratte dalle tante iniziative che hanno animato i quattro giorni della rassegna, tra incontri, concerti, spettacoli, proiezioni, laboratori, mostre, giochi, e articolate in dieci sezioni tematiche variamente declinate sul tema della memoria.
«Credo che non si possa che dare un giudizio estremamente positivo di questo Festival che è stato organizzato con grande coraggio - commenta il sindaco di Mirandola Maino Benatti - Abbiamo visto personaggi, attori, relatori di grande fama, con la possibilità di far conoscere Mirandola, non solo ciò che abbiamo fatto dopo il terremoto. La capacità del nostro territorio di essere un'area di grande importanza dal punto di vista produttivo, con il settore del biomedicale; della cultura che il nostro territorio trasmette; del lavoro e dell'ambiente. Poi abbiamo visto una partecipazione corale della città, volontariato, associazioni, le aziende che hanno contribuito, qui c'è stata proprio una realizzazione di comunità di questo progetto. Questo vuol dire che la strada è giusta e porta a riaffermare un'identità aperta, disponibile al confronto con gli altri, e capace di realizzare progetti importanti».
Tanti i nomi illustri che hanno portato un loro contributo sulla memoria, dal mondo della letteratura, del cinema, della musica, ne ricordiamo alcuni, Carlo Verdone, Roberto Vecchioni, Don Luigi Ciotti, Corrado Augias, Uto Ughi, Piergiorgio Odifreddi, Paul Ginsborg, Valerio Magrelli, Aldo Schiavone, Pupi Avati, e tanti altri. Molto apprezzate anche le attività ludiche e laboratori per bambini, ragazzi e adulti, la rassegna cinematografica a tema e le mostre. «Una delle cose più significative è che il pubblico ha colto la forma del Festival - spiega Ernesto Franco, presidente del Comitato scientifico - che non è stato pensato e non è stato in effetti un semplice elenco di appuntamenti, più o meno interessanti, ma un percorso fatto di tante grandi e meno grandi coerenze, che hanno impostato quello che mi auguro sia solo l'inizio di una conversazione sempre più ampia con i mirandolesi e, più in generale, con i cittadini italiani».
Chiara Bazzani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google