Gazzetta di Modena

Indagine sulle chiese armene

Indagine sulle chiese armene

"Mi interessano principalmente due aspetti: l'analisi dei confini dell'Europa, come in questo caso quel che accade in Armenia, e poi mi interessa analizzare come la fotografia sia un linguaggio che...

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"Mi interessano principalmente due aspetti: l'analisi dei confini dell'Europa, come in questo caso quel che accade in Armenia, e poi mi interessa analizzare come la fotografia sia un linguaggio che cambia", parole del fotografo 45enne Claudio Gobbi, protagonista della mostar "Arménie Ville" fino al 17 luglio al Foro Boario. Il progetto che dà titolo all'esposizione non è nuovo, risale al 2007 quando Gobbi, allora attivo in una residenza presso la Citè Internazionale del Arts, ebbe l'idea di dedicarsi al popolo armeno e alla sua storia. Nacque per l'occasione anche un libro d'artista edito da Hatjie Cantz e soprattutto le foto delle quali è giunta a Modena un'ampia selezione. "La serie originale - continua Gobbi - è composta da foto di 125 chiese armene edificate in oltre 25 paesi di Europa, Russia, Medioriente: ci ho messo 8-9 anni a concludere l'intero progetto e non ho realizzato tutto da solo. Alcune immagini le ho infatti commissionate, altre le ho prese da internet, ma la forza di tutto l'insieme è l'attenzione posta nei riguardi dell'architettura armena, della sua atavica capacità di continuare a ripetere i medesimi processi da oltre 1500 anni. L'Armenia è un paese che è sempre stato a metà tra Occidente e Oriente, una terra di confine". In fin dei conti tutte le foto di queste chiese, a un "occhio" comune non esperto, sono "normali", "semplici" scatti di edifici che ogni turista incontra nel suo peregrinare. Ma una seconda lettura più approfondita fornisce molto di più, permette di riflettere sui concetti di visione e di serialità all'interno della fotografia contemporanea. Gobbi, dopo avere studiato a Roma, si è trasferito a Milano dove diventa allievo del noto Gabriele Basilico, artista che alla fotografia del paesaggio urbano ha dedicato molti anni ed energie. L’artista inoltre ha ricevuto nel 2003 il Prix Mosaique in Lussemburgo per un progetto sul tema Europa. Nel 2009, infine, è stato invitato alla Biennale d’arte di Salonicco in Grecia. (s.l.)

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