La vera anima degli oggetti
Un lavoro concettuale, quello del triestino Stefano Graziani, 45enne che espone da oggi al 17 luglio al Foro Boario e dalla prossima settimana anche con una personale dal gallerista Emilio Mazzoli....
Un lavoro concettuale, quello del triestino Stefano Graziani, 45enne che espone da oggi al 17 luglio al Foro Boario e dalla prossima settimana anche con una personale dal gallerista Emilio Mazzoli. Lo si vede bene osservando le immagini che il fotografo ha realizzato nel 2011 nell'ambito della serie "Conversazioni notturne" caratterizzata dalla riproduzione sempre e solo di singoli oggetti. Ne deriva un senso di straniamento tipico di quando l'occhio si focalizza sull'osservazione di piccoli oggetti o pezzi di realtà, con le immagini che non forniscono riferimenti spaziali o temporali di sorta, non ancorano la percezione a un sistema finito. Sono insomma quelle che gli organizzatori di Fondazione Foto definiscono in mostra una serie di "unità discrete". Siamo nel campo del tentativo, da parte di Stefano Graziani, di realizzare una tassonomia della realtà, possibile sottraendo al singolo oggetto la propria funzione primaria. Si comprende, dunque, la potenza che ha il mezzo fotografico in questo passaggio di funzione, passaggio difficile da comprendere per un visitatore "medio". Ma ad aiutarlo lungo il percorso c'è un piccolo apparato informativo che permette di vedere come la foto di Graziani diventi uno strumento di stimolo dell'immagine e anzi, quasi una rigenerazione poetica. Tutto ciò lo si percepisce osservando la foto di un antico ritratto, oppure nella chioma di un albero, o nella riproduzione di un piccolo pezzo di carta. "Non c'è, in questa serie fotografica, alcun racconto, è un lavoro concettuale", spiega la curatrice di Fondazione Fotografia Chiara Dall'Olio. Graziani attualmente insegna alla facoltà di architettura a Trieste ed è un pupillo di Mazzoli tanto da avere esposto da lui in occasioni precedenti, oltre che in numerosi altri luoghi in Italia e all'estero. L’artista ha pubblicato, ad esempio, l’antologia Taxonomies, ricerca che riflette su descrizione e classificazione degli elementi del paesaggio. (s.l.)
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