Modena, Street art alla Palazzina dei Giardini
MODENA. L'arte di strada entra nella Palazzina dei Giardini (Galleria Civica) e fa mostra di sé con autori italiani e stranieri
MODENA. L'arte di strada entra nella Palazzina dei Giardini (Galleria Civica) e fa mostra di sé,18 autori italiani e stranieri, con nomi propri o d'invenzione (Francesco Barbieri, Matteo Ceretto Castignano/CT, BB'S acronimo dei Bologna Bombers, il prolifico Fra32, italiano che ha lavorato in diversi paesi stranieri, i parigini Cony, Horfee e Saieo del collettivo PAL, acronimo di "Peace And Love, i finlandesi Egs a Sauli Sirvio, il francese Olivier Kosta-Théfaine che lavora a Parigi, i tedeschi MOSES & Taps, il collettivo Zelle Asphaltkultur, l'autore di Spraytrains che è un blog fotografico dedicato ai graffiti realizzati sui treni)
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indicano quanto sia difficile esprimere il proprio talento sulle superfici di città, di metropoli, facendosi interpreti della protesta, della lotta, dei simboli del potere da combattere, ma anche della cronaca, della solidarietà, ma con il rischio che il proprio lavoro possa essere cancellato non tanto da agenti atmosferici, quanto dai tutori dell'ordine. Atti vandalici vengono spesso considerati i loro interventi su muri, sui treni, ma da qualche tempo il loro lavoro viene recuperato nella dignità di opera d'arte, accedendo in luoghi espositivi istituzionali e in gallerie pubbliche e private. E la rassegna di writing, street art (è il termine che racchiude tutte quelle forme di espressione che nascono spontaneamente per strada), post graffiti alla Palazzina del Vigarani segna questi nuovi traguardi.
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I WRITERS «Sono stati scelti artisti che hanno in comune - sostiene il curatore Pietro Rivasi - un underground di writers. Tutti hanno cominciato, facendo scritte sui muri. È una selezione di quelli che negli ultimi venti anni hanno contribuito all'evoluzione di questo tipo di linguaggio, che non è rimasto bloccato a quello dei primi anni Settanta, ma si è trasformato con la trasformazione della società: dalla globalizzazione all'oppressione che aumenta e impedisce di poter esprimersi liberamente in uno spazio pubblico. Diversi i percorsi che i writers hanno deciso di intraprendere in relazione a queste trasformazioni.
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C'è chi resta legato al concetto di arte newyorkese, cercando di eludere tutti i controlli e continua a dipingere illegalmente; c'è invece chi trasporta tutto il suo percorso maturato per strada, con opere pensate per il museo e gallerie d'arte».
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Ecco perché la mostra si compone, da una parte, di tele, carte, installazioni e sculture e, dall'altra, di video e installazioni fotografiche che registrano le opere di strada cancellate. Esiste una documentazione di libri e riviste che consente di ricostruire ciò che è stato distrutto. Il titolo "1984. Evoluzione e rigenerazione del writing" rimanda al romanzo di George Orwell, pubblicato nel 1949, che si connota di un profondo pessimismo per il futuro; al libro "Subway art" che ha consentito l'affermazione del writing nel mondo; e alla mostra "Arte di Frontiera" a Bologna, con i più noti writers newyorkesi in un luogo istituzionale.
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