Visioni in una arcana natura
Ad ArteSì la pittura di Alberto Zamboni e una collettiva
MODENA. La forza di sintesi e di valore pittorico esprime l'opera che Alberto Zamboni presenta, fino al 31 luglio, alla galleria ArteSì, in via Fonte d'Abisso. La forza di sintesi si manifesta in quelle presenze di animali, di cose, di figure umane nel quadro di rapporti con la natura in cui esse sono immerse o da cui affiorano come visioni di un universo vivo dell'immaginario. Una natura, di calma disposizione monocromatica e di silenziosa luce, che conserva tutti i suoi veli, coniugando elementi di vegetazione, l'oscurità di fondali marini e timidi orizzonti, per partecipare a custodire diverse forme di vita, espresse da uccelli notturni, cani vagabondi, meduse e pesci. L'artista bolognese (studi all'Accademia della sua città con una tesi sui viaggi di Magellano; è autore anche di illustrazioni per libri e manifesti) ha acuta coscienza della fugacità delle diverse esistenze alle quali pare affidare una possibilità di salvezza nella comunione con una natura, ampiamente diversificata nei toni saturi e decisi o nella levità dell'immagine, le cui risonanze non cessano di incantarci o di turbarci. Mondo reale e mondo fantastico si legano in un perfetto accordo, in un patto di mutuo soccorso, in uno scenario informale che non nega particolari figurativi di possibili trasfigurazioni. In ciò consiste il valore pittorico dell'opera, dove la pennellala, mai casuale, punta ad un linguaggio di cifra lirica, di improvvisa rilevazione di cose, quasi sognate, che amano liberarsi dall'esperienza empirica. Con il lavoro di Zamboni la nuova galleria del centro storico, diretta da Tessi Mori, accoglie dipinti, sculture, fotografie e incisioni di altri autori. Segnaliamo la curiosa opera del bolognese Lorenzo Guaia, fatta di bustine da tè già utilizzate. “exTè #1” è il titolo della grande composizione a tecnica mista, con una scena di oggetti, tavolo e sedie, che rimanda al “rito” del tè. Merita attenzione la sala di acqueforti, acquetinte, ceramolle e altre tecniche calcografiche del Laboratorio di Arte Grafica, diretto da Roberto Gatti. Si va dalla “finestra veneziana” (libro d'artista) di Joe Tilson ad “animamania” di Giuliano Delle Casa, da “bassifondi del cielo” e “Azzorre” di Davide Benati, al “profeta” e “man” di Carlo Cremaschi; da una incisione di Mimmo Paladino, con il suo inconfondibile linguaggio nomade, ad un vecchio “Cinema” a Roma di Guido Pigni.
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