«Nel mio Naif Tour la ricerca di una musica senza orpelli»
La cantante milanese sarà in piazza Martiri lunedì sera col suo nuovo spettacolo: «Un concerto molto suonato». E racconta il sogno di duettare con Elvis Costello
CARPI. Sarà la voce unica e inconfondibile di Malika Ayane a scaldare il pubblico, lunedì 4 luglio, nell’ambito della prima edizione del Carpi Summer Fest. Nata a Milano nel 1984, inizia a cantare a soli 11 anni, entrando nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala. Da allora, la carriera dell’artista ha inanellato un’incredibile serie di successi. Nel 2014 esce “Naif” il suo quarto disco di inediti - dopo “Malika Ayane”, “Grovigli” e “Ricreazione” - contemporaneamente alla sua partecipazione al 65esimo Festival di Sanremo con il brano “Adesso e qui (Nostalgico presente)” con cui si classifica terza e vince il premio della critica “Mia Martini” per la seconda volta in carriera.
Perché “Naif”?
«Il titolo è una manifestazione di intenti vera e propria. La corrente artistica naif esalta la realtà nella sua forma più primitiva e genuina: ho fatto mio il desiderio degli artisti del secolo scorso di rappresentare il bello senza orpelli. Tutto ciò che ho fatto nella mia attività è sempre stato svolto con una naturalezza tale per cui, anche in questo caso, non è stata una svolta repentina, quanto un naturale incamminarsi verso una direzione. Desideravo fare una ricerca sul ballo più o meno tradizionale e mi sono accorta che ancora non era stato affrontato il tema della fusione tra suoni contemporanei europei, più industriali, e musiche da ballo tradizionali, quali il mambo, il cha cha cha e così via. Ho provato a metterci le mani ed è nato “Naif”».
Nei brani la parola più ricorrente è “presente”.
«È accaduto con una certa naturalezza: me ne sono accorta, con Pacifico, a lavoro concluso. Sarà l’aver passato i 30 anni, ma mi sono resa conto della finitezza del tempo, che passa per tutti. Quando poi vedi i figli crescere, è un colpo tale da far scattare la consapevolezza che un giorno il tempo ci abbandonerà, che ha inevitabilmente una scadenza, quindi devi darti “una mossa” e fare delle cose. Tanti restano fermi, comodi nella loro bruttura, incapaci di agire».
Il tour ha fatto tappa nei teatri, ora in una piazza: dove ti senti più a tuo agio?
«Sono due cose molto diverse. Questo è un tour en plein air e suonare all’aperto non è mai come farlo in teatro. Potersi affacciare a reazioni e a tipologie di pubblico spesso diversi, è una libertà non scontata: si è sempre più radicati dentro una definizione specifica, ed è un peccato. La prima fase di Naif Tour, nei teatri, era votata alla musica tradizionale, suonata acusticamente, senza effetti, con suoni puri. Portato nei club, ha sviluppato la parte elettronica e cattiva. A Carpi, il tentativo sarà quello di creare un ibrido, unendo i due aspetti presenti nel disco. Sarà un concerto molto suonato, senza effetti speciali».
Hai cantato con Baglioni, Jovanotti, Paolo Conte, Ligabue, Laura Pausini, Battiato, De Gregori. Con chi sogni di duettare?
«Sono un disco rotto: con Elvis Costello. Spero che ceda alle mie avances artistiche».
Nel 2010 a Sanremo con “Ricomincio da qui” l’orchestra per protesta contro la decisione della giuria e a tuo favore ha lanciato gli spartiti in aria...
«Non me l’aspettavo. Mia madre dice che combino sempre casini. Vedere che persone chiamate a votare manifestavano il proprio dissenso rispetto a una decisione che non condividevano, mi ha molto gratificato. Non era mai successo. Si dice che la meritocrazia non esiste: non è vero, l’impegno dà i suoi risultati».
Come concili lavoro e famiglia?
«Come tutte le mamme: con tanti sensi di colpa. Ma sono sicura che il modello di una madre che si senta a posto con se stessa, ti insegni l’autonomia, che i tuoi sogni valgono tanto quanto il sacrificio del lavoro, sia l’insegnamento migliore».
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