Anastacia a Carpi: «In tour col nuovo spettacolo la mia rinascita»
Grande attesa per il concerto di Anastacia, che farà tappa in città mercoledì, 6 luglio, con il suo spettacolo “The Ultimate Collection Tour 2016”. Anastacia Lyn Newkirk, non ha bisogno di...
CARPI. Grande attesa per il concerto di Anastacia, che farà tappa in città mercoledì, 6 luglio, con il suo spettacolo “The Ultimate Collection Tour 2016”. Anastacia Lyn Newkirk, non ha bisogno di presentazioni: consacrata tra gli artisti di maggior successo del nuovo millennio, il suo nome figura tra i più grandi dell'industria musicale.
A cosa assisteremo durante il concerto?
«Presenterò al pubblico uno spettacolo diverso, per questo tour. Avrò diversi ballerini ad affiancarmi e mi vedrete cambiare, di volta in volta, grazie a diversi outfit. Saranno due ore piene di canzoni tratte dal mio repertorio, che scava fino alle origini».
Proporrai soprattutto le canzoni del nuovo disco, “Ultimate Collection”. Come hai scelto i brani?
«Si sono scelti da soli, grazie al loro successo. Altri invece sono stati scelti da me e altri tratti da “Resurrection” - l’album della mia rinascita - dalla mia casa discografica, la Sony. L'insieme è divertente e inusuale».
La raccolta celebra quindici anni di successi e di vita.
«La mia carriera è stata coronata da subito da uno strepitoso successo, da cui allora ho preso le distanze, perché era quasi eccessivo. Oggi è bello tornare al lavoro e fare ciò che mi piace: sono in salute, mi sento bene e voglio farlo finché godrò di questo benessere».
Le foto del booklet del cd sono state scattate da un fotografo d’eccezione, Bryan Adams.
«Abbiamo tentato, invano, una prima collaborazione sei anni fa. Mentre stavo producendo “Ultimate Collection” ho voluto tentare di nuovo. La mia musica è iconica e anche i suoi scatti in bianco e nero lo sono. È stata una bellissima opportunità: Bryan è eccezionale nel catturare un'immagine, è un grande artista e una brava persona: è stato un onore lavorare con lui e rendere la sua energia parte del “visual”».
Nel 2001 hai cantato con Luciano Pavarotti.
«Non lo dimenticherò mai. Salii sul palco accaldata e rigida. Camminando verso di lui mi sentivo piccola e insignificante, mentre lui era adorabile. Gli ho chiesto “mi può dire se canto in modo corretto? Non effettuo il “warm up” della voce e mi criticano per questo. Se devo capire in cosa sbaglio, credo dovrebbe essere lei a dirmelo”. Lui rispose: “prima di tutto, vai bene così. Non puoi produrre ogni volta la medesima cosa, replicare una performance della tua voce: è il tuo dono naturale, il tuo modo di cantare te lo rende semplice”. Mi fece capire che ciò che mi faceva sentire diversa (i miei occhiali, ad esempio) non era negativo, che essere diversi va bene».
Con chi sogni di duettare?
«È enorme la quantità di artisti emergenti dotati di voci meravigliose. Amy Whinehouse è un mio grande rimpianto».
Hai creato una fondazione per la raccolta fondi a sostegno della battaglia contro il tumore al seno. Cosa pensi quando guardi le tue cicatrici, fisiche ed emotive?
«Sono stata benedetta in molti modi diversi. Anziché guardare alla difficoltà e alla paura, ho deciso di guardare più in profondità. Solo parlandone tanto ho aiutato me stessa. Voglio trasmettere che bisogna andare avanti, conviverci nonostante le sensazioni che ti dà, e contornarti di persone che siano di aiuto nell’affrontarlo. Non è una passeggiata: il secondo cancro che mi ha colpito mi ha spinto a optare per una doppia mastectomia e questo è terribile per molte donne. Tuttavia, la mia voglia di vivere è stata maggiore rispetto a quella di possedere un seno. Non mi importa delle cicatrici: importa solo vivere. Per questo voglio continuare a sensibilizzare le signore, le donne e le ragazze riguardo la prevenzione».
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