Modena Beat, la prima ha “battuto” bene
Soul, funky, blues & rock’n roll: grande musica, ottime band e pubblico numeroso nelle tre serate al Parco Amendola
MODENA. A partire dal 1999, a fine aprile si tiene presso gli Empire Polo Fields di Indio, in California, uno dei più importanti Rock Festival di tutti gli Stati Uniti. Un evento che ha saputo diventare col tempo di forte richiamo non solo per tutto il mondo musicale alternativo e di tendenza, bensì un punto di riferimento per l’intero showbiz internazionale. Un week end di musica rock e spettacolo che porta ogni anno al famosissimo “Coachella Festival”, migliaia di persone pronte ad invadere gli sconfinati prati verdi della piccola località californiana dove la manifestazione ha luogo.
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Cosa succede quindi se si tenta un’operazione simile, fatte le dovute proporzioni del caso, direttamente sotto la Ghirlandina in uno dei parchi cittadini più amati? La risposta è semplice: un successo clamoroso. Non solo di gruppi che hanno preso parte all’evento, bensì di pubblico che ha abbracciato il palco allestito al Parco Amendola il week end scorso, facendo registrare numeri importanti per una città come Modena. Centinaia di persone ogni sera per le 14 band che si sono esibite a suon di beat, funky, soul, blues, rock e progressive. Questi gli ingredienti ad alto tasso adrenalinico della prima edizione del Modena Beat, che ha visto come mattatore d’eccezione, in qualità di presentatore, lo storico Dj di Videomusic Rick Hutton. Un festival questo, interamente dedicato al Beat, genere da sempre insito nella cultura musicale modenese, organizzato da Marco Baccarini, presidente dell’associazione “Avanzi di Balera” in collaborazione con “Loving Amendola” e completamente autofinanziato dagli organizzatori, così come gratuito per il pubblico.
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Un viaggio unico attraverso le origini della musica Beat, di cui Modena è stata capitale negli anni ’60, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui tante giovani band hanno raccolto l’eredità di questo genere musicale direttamente dai padri fondatori. Ed è proprio per offrire una vetrina rinomata alle giovani leve del Beat, che l’organizzazione del Festival ha saputo creare un perfetto mix di storici gruppi del genere e nuove band di tendenza. Così nelle tre serate che hanno caratterizzato questa prima edizione della manifestazione musicale – venerdì, sabato e domenica scorsi – sul palco allestito all’interno del parco Amendola si sono alternati ben 14 gruppi, acclamati dal numerosissimo pubblico presente. Venerdì sera hanno aperto i battenti Still Cream, Johnny and The Mirrors, No Name Band e Avanzi Tutta. Sabato sera è stata la volta invece di Onde Sonore, Acqua Brillante, 44 Blues e dei Groove City, band soul d’eccezionale talento capitanata dallo stesso presentatore del Festival, Rick Hutton. Domenica hanno infine chiuso le danze del Beat, Trelos Pappeus, Vegetallumina, Beat Repeat, Pelleossa, Kermit e Pink & Us. E se come si dice in gergo, “comunque andrà sarà un successo”, questa prima edizione del Modena Beat ha fatto l’en plein.
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