Francesco Gabbani in concerto a Carpi
Ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con il brano “Amen”
CARPI. Ha vinto l’ultimo Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con il brano “Amen” che, in questi mesi, si è aggiudicato il Disco d’Oro per le oltre 25 mila copie vendute, e ha aperto il concerto di Anastacia a Carpi, lo scorso 6 luglio. Stiamo parlando di Francesco Gabbani che, giovedì 14 luglio alle 22 presso la Dream’s Arena de La Festa dell’Unità di Carpi, presenterà al pubblico il suo “Eternamente Ora Tour”, dal titolo del suo ultimo album che è riuscito a entrare nella top 20 degli album più venduti in Italia.
Gabbani, che con Anastacia ha duettato in “I belong to you” - il brano che la star mondiale ha inciso con Eros Ramazzotti - è ancora incredulo rispetto a quanto appena accaduto.
Come è nata l’idea del duetto?
«Non ne ho saputo nulla fino a quel pomeriggio. Anastacia, dopo avere ascoltato i miei brani, mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto cantare con lei. Ovviamente ho accettato. Quel che stupisce è che lei stessa non finiva di ringraziarmi: è una persona splendida, di grande umanità e ha saputo mettermi completamente a mio agio. Abbiamo fatto le prove al volo e sono soddisfatto del risultato: nonostante io tenda ad avere un timbro simile a quello di Eros Ramazzotti, tendenzialmente nasale, penso di essere riuscito a rendere anche un po' mia la canzone».
“Amen” ha già vinto il Disco d’Oro.
«È stata una grande soddisfazione. Suono da tanto e ho fatto molti tentativi nel corso della mia carriera: il periodo che ha preceduto Sanremo era ormai caratterizzato dal disincanto, cosa che mi ha consentito un approccio più genuino alla musica. Forse, proprio questo clima così rilassato, in cui non mi sentivo in dovere di dimostrare nulla, ha fatto sì che io abbia raggiunto questo splendido risultato. Credo di avere meritato la vittoria, ma è sicuramente stata una sorpresa anche per me».
“Amen” ha un testo particolare.
«Ho scritto il brano con Fabio Ilacqua, il mio compagno autorale, il mio alter ego. La canzone ha un duplice volto. Se ascoltato in superficie, fa ballare, divertire. Se, invece, si va più a fondo, propone un approccio diverso alla vita contemporanea: insegna a fare il contrario di ciò che si fa abitualmente, non considerando la parola “amen” come un’accettazione consapevole di come vanno le cose, ma incitando a essere gli artefici del proprio destino».
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