Gazzetta di Modena

Il segno si nutre di pensiero

di Michele Fuoco
Il segno si nutre di pensiero

Alla biblioteca Luigi Poletti i libri d'artista di Paolo Gubinelli

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MODENA. “Tracciare segni per tutta la vita” recita il titolo di un libro d'artista, tra i tanti che Paolo Gubinelli presenta, fino al 30 luglio (ingresso gratuito), alla Biblioteca Luigi Poletti. Di segni, soprattutto lievi, che non negano la conoscenza di significati, si connotano i suoi libri che, nel tempo sono stati accompagnati da testi di famosi poeti contemporanei, come Adonis, Luciano Erba, Tonino Guerra, Mario Luzi, Alda Merini, Roberto Roversi, Maria Luisa Spaziani, Andrea Zanzotto. Ed è stato proprio Tonino Guerra a segnalarlo, nel 2011, a Vittorio Sgarbi per la partecipazione alla Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia presso l'Arsenale. Il segno concretizza l'idea immaginativa, riussume una struttura che concretizza il pensiero, tanto che i libri prendono il nome di “vibrazione”, “composizione”, “colore”, “trasparenze”, “il vuoto”, “creatura”, “cambiare pagina”, “meditazione”... Il segno consente aperture al nuovo. Da quello geometrico, analitico, l'artista maceratese (è nato a Matelica 71 anni fa, ma vive e lavora Firenze) è passato a quello più libero, di diversa condizione di esistenza per assumere una varietà di significati, di valori evocativi. Quasi scrittura indecifrabile che si confronta con la parola di poeti e scrittori. Nel tempo è cambiato anche il supporto. Dal cartoncino scelto per la sua morbidezza e docilità al tatto, e per il suo “candore” (luce) incontaminato da ogni intervento esterno di colore, capace di rimandare a emozioni di purezza, di contemplazione quieta e chiarificante, Gubinelli è passato alla carta trasparente, incisa e piegata, con i fogli che si prestano ad essere disposti in progressione ritmico-dinamica, o in rotoli che si svolgono come papiri, capaci di accogliere lievissime incisioni, ai limiti della percezione, che diventano i segni di una poesia non verbale. I colori a pastello o ad acquarello, attuati sul piano formale con elementi semplici, comunicano un linguaggio astratto, di sintesi lirico-musicale. Ai libri d'artista Gubinelli (studi anche come grafico pubblicitario, designer e progettista d'architettura) è pervenuto dopo la pittura su tela e l'impiego di materiali non tradizionali. La sua ricerca è passata attraverso lo “spazialismo” di Lucio Fontana e gli orientamenti creativi di noti artisti e architetti, tra cui Munari, Bonalumi, Burri, Castellani, Dorazio, Scanavino, Nigro, Sol Lewitt e Uncini.

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