Woodstock sulla via Emilia chiuso con l’arrivederci al 2017
FIORANO. Alla chiusura della manifestazione sul palco di Fiorano, con la resident band capitanata da Ricky Portera, gli organizzatori e i volontari, è arrivata la conferma che “Sulla via Emilia per...
FIORANO. Alla chiusura della manifestazione sul palco di Fiorano, con la resident band capitanata da Ricky Portera, gli organizzatori e i volontari, è arrivata la conferma che “Sulla via Emilia per Woodstock” tornerà. Per tutti coloro che hanno partecipato, che hanno piantato in via Sacco e Vanzetti le loro tende o fermato i loro camper e si sono fatti catturare dalla musica, la tre giorni è stata un evento da ricordare, ricco di momenti unici e irripetibili e di tanta buona musica. I jack sono stati attaccati agli amplificatori per la prima volta nel tardo pomeriggio di venerdì, staccati definitivamente dopo la mezzanotte di domenica. In mezzo settanta band fra emergenti e ospiti importanti. Fra gli altri hanno suonato i Rio, Nevruz, Alberto Bertoli, Rigo, i Bermuda. Un bilancio dunque più che positivo anche se, come in ogni prima edizione, l’esperienza ha indicato alcuni aspetti da rivedere.
«Purtroppo la cosa da correggere - spiega Stefano Manfredini, uno degli organizzatori - è il prezzo del biglietto, ma lo sapevamo fin dall'inizio. Questa era una prima edizione, non eravamo in grado di offrirla gratuitamente come avremmo voluto, dovevamo comunque puntare almeno al pareggio di bilancio. Però ci rendiamo conto che per chi entrava nell'arena, magari per due o tre ore, o per vedere un gruppo di amici, 17 euro potevano risultare troppi e sono diventati un deterrente che ha spinto sicuramente qualcuno a non venire. Questa è una delle cose che correggeremo nella prossima edizione».
Ma passando alle soddisfazioni «c'è soprattutto quella di aver incontrato l'entusiasmo di tutti i partecipanti, gli spettatori ma anche gli artisti, tutti felici di esserci e disponibilissimi. Tante persone si sono offerte di tornare, tanti ragazzi di aiutarci l'anno prossimo come volontari. E poi c'è George, simbolo della manifestazione, sorpresa finale, colui che più di tutti ha capito quello che volevamo fare». George è un ragazzo arrivato da Sassuolo da solo. Ha qualche problema di balbuzie, ma canta e suona molto bene. È arrivato nell'arena ancora prima dell'apertura, ha piantato la tenda ed è rimasto per tre giorni, giorno e notte, sempre sotto al palco, sempre felice (dicono che abbia anche trovato la ragazza). Nella notte fra sabato e domenica George ha scritto una canzone dedicata all'evento. Nel gran finale del concerto Ricky Portera e la sua band lo hanno chiamato sul palco e lo hanno accompagnato mentre la cantava. È stata l'apoteosi finale, il momento dei lucciconi specie per chi ha lavorato per costruire questo sogno in musica. (g.b.)
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