Modena, Gianni Miraglia l’Uomo Merlo nudo per il suo pubblico
Alle 21 all'Estatoff (ingresso gratuito) lo scrittore milanese Giani Miraglia presenta per la prima volta a Modena "I monologhi della fatica", spettacolo tra i più discussi del momento. Coperto da un calzino, Miraglia "Uomo Merlo", un po' Iggy Pop e un po' Carmelo Bene, dialoga con il suo pubblico mettendosi letteralmente nudo in un talk show pronfondo e divertente.
MODENA. Un palco vuoto, luci, una scala da elettricista, un manichino, un uomo nudo con un calzino che copre i genitali e cerotti di nastro isolante sui capezzoli, solo per evitare gli atti osceni in luogo pubblico. Tutto il resto è un flusso di parole, un botta e risposta tra l’uomo nudo e il suo pubblico in un’atmosfera da concerto garage rock. Discorsi seri, certo, per esplorare gli abissi della coscienza e dei nostri rapporti con gli altri, per parlare delle piccole apocalissi nelle quali stiamo sprofondando quotidianamente, nella perdita di ogni certezza, ma anche tante risate e divertimento.
Proprio per l’alto tasso di improvvisazione e di elettricità nell’aria, è difficile descrivere fuori da questa cornice i “Monologhi della fatica”, lo spettacolo che Gianni Miraglia sta portando in giro per l’Italia, raccogliendo consensi e successi sempre crescenti. Genovese trapiantato da anni a Milano, ex copywriter pubblicitario affermato, un giorno Gianni Miraglia ha mollato tutto gettando alle spalle una vita agiata borghese fatta di piccole trasgressioni e tanti sogni e dedicandosi solo alla scrittura e alla oralità, realizzando così ciò che voleva davvero fare. Miraglia oggi è uno scrittore e un uomo di spettacolo, un po’ Iggy Pop un po’ Carmelo Bene, sempre trasgressivo e mai stancante.
Stasera alle 21 all’EstatOff in via Morandi a Modena presenterà per la prima volta a Modena - l’ingresso è gratuito con tessera Arci - il suo spettacolo trasgressivo nel quale incarna l’Uomo Merlo che sta nudo di fronte al pubblico con un’aria sfrontata un po’ punk e un po’ tenera che affronta le domande che gli spettatori gli comunicano attraverso una specie di totem e si lascia andare a ruota libera in monologhi che parlano di una fatica corporale ed esistenziale facendo, come dice lui, «coriandoli del moralismo».
Miraglia scrive libri e articoli, è editore di Edizioni di Atlantide, protagonista dei viaggi surreali di Mandatemi a quel paese in tv.
È uno che di sé dice: «Ho una cultura da sommario delle riviste da barbiere. Poi ho comprato la macchinetta. E ho smesso di leggere anche quelle. L'accademia mi turba. So quattro stronzate di rock'n'roll, mi piacciono i tatuaggi instant. Sono un prodotto della cultura pop».
Si fa mettere alla prova su un tema qualsiasi. Si arrampica senza fatica (a parte quella fisica dei bidoni) tra i ricordi, i ritagli, i deragliamenti, i frammenti di film, gli abbracci con sconosciuti di cui si nutre la sua mente.
Preparatevi a lasciarvi travolgere da un flusso di coscienza dal vivo, che in qualche modo parla di tutti noi. Il suo è uno spettacolo irripetibile, in un certo senso, come erano i talk show anni Sessanta stile Lenny Bruce o un energico concerto rock in uno scantinato.
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