Pentesilea: così l’amore sboccia sui trampoli
Lo spettacolo messo in scena dal Teatro dei Venti a Fusorari
MODENA. Martedì 2 agosto alle 21.30, presso Fusorari di Modena (piazzale Torti), andrà in scena "Pentesilea" atto unico per due trampolieri, nell'ambito della rassegna "La via dei colori" per Estate Modenese.
Lo spettacolo, ideato dal Teatro dei Venti, vede in scena Antonio Santangelo e Francesca Figini interpreti di un storia che, sullo sfondo della Guerra di Troia, racconta lo scontro fra due personaggi: Achille, il più valoroso degli eroi greci, e Pentesilea, regina delle Amazzoni, metà furia e metà grazia. Il gioco scenico è accompagnato dai suoni ritmati di due grossi tamburi medievali suonati da Igino Caselgrandi, per la regia di Stefano Tè e la consulenza di Mario Barzaghi. "Pentesilea" sarà replicato nel pomeriggio del 25 agosto al parchetto di via San Giovanni Bosco.
Perchè avete scelto questo soggetto?
Francesca: «Cercavamo una storia i cui protagonisti fossero un uomo e una donna e che ci desse la possibilità di indagare questa relazione, una storia che avesse radici profonde, protagonisti complessi e ci desse la possibilità di fare i conti con del materiale vivo e pulsante».
Antonio: «Stavamo elaborando delle partiture fisiche e alcune figure sui trampoli realizzate a coppia, e questa storia ci forniva delle suggestioni interessanti dove far confluire quel materiale. Quindi lo spettacolo nasce dal montaggio di questo materiale e di altre improvvisazioni a partire dai due personaggi e dalla vicenda che li ha contraddistinti».
Qual è l'idea portante dello spettacolo?
Francesca: «Lo spettacolo muove dalla condizione di questi due personaggi che si ritrovano ad innamorasi del nemico, questo è il nucleo emotivo del lavoro, una forte passione che sfocia nel desiderio di annullare l'altro».
Antonio: «Abbiamo indagato prima sui due personaggi singolarmente, confrontandoci con quello che era il loro peso epico, la loro provenienza, studiando diversi testi di riferimento».
Come viene realizzato scenicamente?
Antonio: «Abbiamo cercato di mettere l'utilizzo dei trampoli a servizio della drammaturgia e dell'espressività dei personaggi, affinchè fossero qualcosa di più che semplici strumenti di virtuosismo, per creare uno spettacolo intimo, anche se potente. Lo spettacolo è un ulteriore passaggio della nostra ricerca su ritmo e azione fisica, è costruito con la musica dal vivo del batterista Igino Caselgrandi che non funge solo da accompagnamento, ma si integra nella relazione scenica. La musica è il terzo attore in scena».
Lo spettacolo sarà proposto ai Fusorari e poi al Parco di San Giovanni Bosco, due luoghi molto diversi... ci sarà un adattamento diverso?
Francesca: «L'unica differenza sarà l'orario delle repliche, il 2 agosto di sera, il 25 agosto di pomeriggio. La sfida è riuscire ad arrivare a pubblici diversi».
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