Gazzetta di Modena

A Spilamberto primo “Slaughter MetalFest”

A Spilamberto primo “Slaughter MetalFest”

“Bring your daughter to the slaughter” cantavano gli Iron Maiden nel 1990, un invito che ora si può seguire alla lettera andando allo “Slaughter MetalFest”, prima rassegna di musica a Spilamberto

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SPILAMBERTO. “Bring your daughter to the slaughter” cantavano gli Iron Maiden nel 1990, un invito che ora si può seguire alla lettera andando allo “Slaughter MetalFest”, prima rassegna di musica metal nel Modenese. Dalle 15 di oggi, 5 agosto, a San Vito nove band della scena metal underground italiano sul palco del White Cow Events, una panoramica del “metallo pesante” - ad ingresso gratuito - organizzata dallo staff del locale in collaborazione con il gruppo Totem & Taboo e il patrocinio dell'associazione Rebel Circle di Reggio Emilia.

I nove gruppi propongono tutti pezzi originali e provengono dall'area emiliana, come gli stessi Totem & Taboo, gli Injury, gli Apocalyptic Salvation, gli Stonedrift, gli Shenanigans, gli Overhit e gli Hercesis. Tuttavia non manca la partecipazione da Toscana e Piemonte, con i gruppi Human Decay e Ural. La scaletta prevede 9 ore di live con trash, death, hardcore e crossover, seguita dal dj set di “The Abyss Metal”, per una lunga serie di ritmi serrati.

«Insieme al cantante della mia band Alessandro e la mia compagna Valeria, abbiamo creato questo evento perché nella nostra area esistono poche iniziative dedicate al nostro genere musicale - spiega Mirco Fantuzzi, bassista dei Totem & Taboo e co-organizzatore - ci lavoriamo da qualche mese e abbiamo visto con piacere alcuni gruppi non locali aderire».

Gli Human Decay rappresentano una tra le band più longeve dell'offerta del festival, con 10 anni di carriera, segnati da pezzi con tematiche di polemica sociale su sonorità trash e death, alcuni dei quali racchiusi nell'album “Cleptocrazia”, prodotto nel 2015 dall'etichetta Usa Sliptrick Records. I Totem & Taboo nascono nel 2015 e fanno da spalla a noti gruppi italiani con pezzi dall'influenza anni '80. I torinesi Ural portano una ventata di crossover al MetalFest, con pezzi della band storica del 2010 accompagnati da quelli più recenti dell'attuale formazione. Ancora i parmensi Shenanigans, freschi della loro demo “Assenza di Eroi”.

Sludge hardcore con note trash per i reggiani Stonedrift, tra i quali militano anche alcuni tra i promotori dello Slaughter MetalFest. Gli Hercesis portano una miscela di riff stampo thrash metal unita a intense parti di blast beat, il con testi in italiano di stampo fantascientifico. Gli Overheat di Parma propongono un velocissimo heavy metal. Immancabili ingredienti per un festival dal nome “Slaughter” (macello, in inglese) sono la grigliata di carne accompagnata da birra e una speciale area attrezzata “salvapatente” per il campeggio libero.

Agnese Facchini

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