La materia di calore umano
A Studio-Arte ceramiche e resine di Zischg, Giusti, Benassi
MODENA. Quanto maggiore è la disciplina, tanto più grande è il carattere di senso di cui l'opera d'arte si connota. Lo si può verificare nelle sculture, nei quadri, nei monili, nei vasi, nelle lampade che Ingrid Mair Zischg, Cecilia Giusti e Stefania Benassi presentano, fino al 31 agosto (orari: da giovedì a sabato 16-20) presso Studio - Arte, in strada Morane 328, che è luogo di lavoro ed espositivo. Le sculture e i quadri di sostanza ceramica della Zischg riescono a sorprendere, in un felice processo di sintesi degli elementi strutturali, per la pluralità di valori conoscitivi sulla vita e la cultura di tempi e storia anche remoti. Un interesse eclettico che porta l'artista (nata a Bressanone, formazione alla Scuola dei Carmini di Venezia) a contemplare, nel concepire l'opera anche come reperto, civiltà estinte (neolitico), esperienze umane assorbite nello spazio dell'immaginario, di ricreazione simbolica, ma anche in uno spazio reale, sociale e morale, di nuova misura umana che mette in primo piano l'orgoglio della condizione femminile negli aspetti mitologici, ma pure di fecondità (uova, gusci, acqua...), di preziosità e di luce che la donna conferisce alla vita. Al mondo del fumetto e della cultura pop, dal noir italiano di Diabolik all'arte stiilizzata di Keith Hraing, rimandano i mosaici (tecnica appresa, dopo il diploma in architettura al Venturi e i corsi di progettazione e arredamento al Politecnico di Milano, presso la Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo) che Cecilia Giusti realizza con smalti di Murano, pietre naturali e ciottoli di fiume. L'esperta composizione supera il raggelamento della materia in quanto l'immagine viene ponderata e dosata in tutti i particolari, assumendo una configurazione viva anche nei soggetti ispirati al mondo antropomorfo dei robot. La Giusti terrà, questa estate, la personale “Fumetto di pietra” al Museo dell'Illustrazione di Grottammare. Si nutrono, invece, di resine le opere di Stefania Benassi che, nata in Francia, si è diplomata in ceramica al Venturi. L'artista modenese procede per velature, spatolate e incisioni, per costruire volti umani, scenografie, ma pure scorci metropolitani di sviluppi audaci e di tensione astratta. Le resine, nella loro versatilità, le consentono di intervenire sugli strati di materia ruvida e levigata con segni trasparenti o ben evidenziati che determinano un festoso tessuto narrativo.
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