Gazzetta di Modena

Il “latin jazz” di Ray Mantilla in scena a Serravalle

Il “latin jazz” di Ray Mantilla in scena a Serravalle

Il concerto alle 21 a Serravalle: sul palco, con il percussionista portoricano, Nico Menci, Aldo Mella e Diego Lopez

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SERRAVALLE. Sulle colline tra Modena e Bologna, dalle 21 di oggi, 6 agosto, l'agriturismo Cà Lunati in collaborazione con gli Amici del Jazz di Modena presenta il concerto di Ray Mantilla leggendario percussionista portoricano, cresciuto nel Bronx. Mantilla definisce la sua musica Latin-Jazz, ponendo un particolare accento sulla latinità del ritmo. Sei dischi sono usciti a suo nome, ma sono circa duecento quelli in cui è apparso come ospite. L'esuberanza non fa certo difetto a Mantilla. Nulla di strano, per un musicista come lui abituato a considerare il palcoscenico come vero e proprio luogo di teatro. Anche quando non è seduto dietro le sue congas, l'artista è un irrefrenabile istrione, con un tocco di divertito esibizionismo.

La musica e lo spettacolo, il ritmo e l'energia hanno scandito oltre quattro decenni di carriera al fianco dei nomi più illustri sia della scena jazzistica che di quella latin: Tito Puente, Art Blakey, Max Roach, Gato Barbieri, Charles Mingus e, se non bastassero questi, Herbie Mann, Bobby Watson, Cedar Walton, Muhal Richard Abrams, Ray Barretto.

Nonostante fosse già un percussionista di riferimento, Mantilla ha atteso sino alla fine degli anni Settanta prima di dedicarsi con continuità a progetti propri. La documentazione della carriera di Mantilla come leader inizia infatti nel 1978 con la registrazione di Mantilla per la Inner City (il disco è oggi praticamente introvabile). Ma è nella prima metà degli anni Ottanta, con la creazione della Space Station, che Mantilla si impone come capogruppo. Più recente è poi la creazione della Jazz Tribe: praticamente una formazione all stars.

Così spiega la sua carica umana sopra e dietro il palco: «Suono per rendere felice la gente. La musica ha lo scopo di portare felicità e gioia. La musica deve dare piacere, è un messaggio di Dio. Io non suono be bop, suono una musica con dentro il mio ritmo, che è frutto della tradizione. Blakey, Roach hanno la loro tradizione di percussioni che è essenzialmente una tradizione nord americana. C'è però anche tutta una tradizione di percussioni e di musiche afro-caraibiche. Anch'io seguendo le musiche del Porto Rico o di Cuba posso rifarmi ad una tradizione che ha anch'essa tantissimi anni sulle spalle». Con Ray Mantilla alle percussioni ci saranno anche Nico Menci al piano, Aldo Mella al basso e Diego Lopez alla batteria e percussioni. Info e prenotazioni 051.6705223

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