Arriva a Coccobello di Carpi il sound on the road di Vanessa Peters
Penultimo giorno per Coccobello 2016 al Chiostro San Rocco. Alle 21, sul palco Vanessa Peters che arriva direttamente dal Texas (Usa). La sua musica «on the road» è piena di riferimenti alla...
CARPI. Penultimo giorno per Coccobello 2016 al Chiostro San Rocco. Alle 21, sul palco Vanessa Peters che arriva direttamente dal Texas (Usa). La sua musica «on the road» è piena di riferimenti alla musica internazionale, da Bob Dylan a Neil Young. Negli ultimi dieci anni ha tenuto oltre mille concerti in undici Paesi. Capace di conquistare in breve tempo la scena musicale della sua terra, oggi ha raggiunto fama mondiale con concerti in tutto il mondo con ottimi riscontri soprattutto in Italia, dove ha collaborato con diversi artisti.
È il caso dei toscani Ice Cream on Mondays, band che l’ha accompagnata in numerosi tour e con cui ha inciso tre album: «Thin Thread», «Little Films» (2006) e «Sweetheart, Keep Your Chin Up» (2009). Passando per lavori come «Mirabilandia» (2002), «Sparkler» (2003), l’acustico «Blackout» (2006). Nominata nel 2012 dal Dallas Observer Music Awards 2012 fra le cinque migliori «Best Folk Act», Vanessa Peters presenterà sul palco carpigiano il suo ricco repertorio di brani, culminato nel 2012 con l’uscita dell’album «The Burn The Truth The Lies» autoprodotto grazie anche al sostegno dei fan attraverso il sistema Kickstarter (sito web di finanziamento collettivo per progetti creativi). Registrato a Austin con la partecipazione di musicisti della scena texana, il disco racconta il variegato mondo sonoro di Vanessa, songwriter che spazia nel pop con canzoni orecchiabili e contagiose.
A Carpi l'artista americana presenterà la sua ultima fatica discografica, “The burden of unshakeable proof”. Prodotto da Rip Rowan nel loro studio a Dallas, il disco ha un punto d'orgoglio per il pubblico italiano: la presenza brillante di Daniele Fiaschi, chitarrista romano (collaborazioni con Diodato e Daniele Silvestri), accanto ad altri musicisti texani, uno fra tutti Joe Reyes (Grammy-winning chitarrista pure lui), e la nota del produttore/cantautore Salim Nourallah, che nell'album ha suonato il basso. È stato definito come un lavoro “elegante, misurato, carezzevole, accogliente, opera che offre una personale interpretazione, colta e genuina, della migliore tradizione musicale d'oltreceano”.
Diedi tracce di ispirata, solitaria, impalpabile poesia, in cui testi raffinati sono veicolati da una vocalità limplida e cristallina, appena velata da una lieve indolenza, disegnando paesaggi intimi, scenari dell'animo che procedono, nella narrazione sonora, per immagini oltre che per note. Sono parole sussurate, distillate e appogiate su canzoni composte e vibranti, attraversate da una tenezza graffiante.Una grazia evidente e un sound morbido che non si abbandona mai alla rabbia o alla tristezza, al più a una delicata malinconia, a una nostalgia sottile eppure pulsante, raccontando di sentimenti, speranze tradite, vividi ricordi, con una base folk-country che ora indugia verso lirisimi e intimismi, ora verso sonorità più leggere e pop.
Nicola Calicchio
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