A San Biagio di San Felice la sagra che tiene in vita la civiltà contadina
Da domani 20 agosto fino al 23 mostre ed esibizioni di trattori d’epoca. C’è pure la farina del borgo che rinascerà dopo il sisma
SAN FELICE. Devastata nel suo cuore dal terremoto, prossima al cantiere altrettanto impattante della Cispadana e da una economia che rinnega storia, tradizioni e cultura della civiltà contadina, San Biagio in Padula difende con ogni dignità la sua impareggiabile “Sagra della Beata Vergine delle Grazie”, incentrata proprio sui valori economici e solidaristici di una cultura che scompare.
Così da domani 20 agosto al 23 si sviluppa un programma che, come sempre, ruota intorno alla riscoperta delle tradizioni delle campagne della Bassa, tra rappresentazioni dal vivo di antichi mestieri, mostre e trattori, di ogni epoca e modello, impegnati per tutta la durata della sagra nelle gare di aratura e potenza che richiamano migliaia di appassionati da tutta Italia e che vedranno il via domani alle 21, con la sfilata con rievocazione storica e l’aratura in notturna con trattori d’epoca. Una operazione che impegna e appassiona decine di collezionisti, trattoristi, appassionati e che, con un impareggiabile servizio di trasporti, consente di parcheggiare in sicurezza e raggiungere il cuore della festa, all’ombra di una chiesa che non c’è più, all’insegna di una comunità che sta progettando anche in questo la sua rinascita, attorno a quel borgo che era stato scelto per le fiction su don Zeno e per altre rappresentazioni.
San Biagio è anche religione, con la processione che addobba tutte le case del paese e che fu rilanciata da don Giorgio Govoni, l’indimenticabile prete-camionista.
Tutte le sere poi c’è musica con, in sequenza, le orchestre “Katty Piva”, “Silvia e Ramon”, “Maria Grazia Pasi e Gigi Bondioli” e “Rita Gessi”, mentre domenica 21, inizio alle 21, c’è il concerto del giovane cantante pop-rock Enrico Baraldini, che si esibisce davanti al pubblico di casa. Quindi lo stand gastronomico con le specialità della zona, bar, pesca di beneficenza e la lotteria che mette in palio un trattore Landini L30.
Alla Sagra si presenta anche il “villaggio rurale ecosolidale intitolato a don Giorgio, un progetto di recupero ai primi passi che propone le farine e il farro della ricostruzione. «Macinate a pietra e prodotte con cereali coltivati nel podere parrocchiale, quindi davvero a km zero», spiega il coordinatore del progetto, Paolo Campagnoli.
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